
Uno dei temi che più spesso approdano sui banchi del Tribunale amministrativo federale (TAF) è quello dell'asilo. Sono infatti ben 4337 i ricorsi evasi nei primi 11 mesi del 2018, ovvero il 60% degli incarti pervenuti al Tribunale. E molti di questi vengono accolti. Come quello dell'ex calciatore turco ammesso provvisoriamente perché attivo in un’associazione culturale curda, oppure quello della giovane coppia in fuga da Afghanistan e Ucraina (vedi articoli suggeriti). Quest'anno - stando ai dati pubblicati dal Caffè - i ricorsi accolti dal TAF sono ben 267, a cui si sommano altri 90 parzialmente accolti.
Le statistiche parlano chiaro: più di una persone su tre contesta in giustizia il diniego della richiesta d’asilo da parte Segreteria di Stato della migrazione (SEM), e spesso ottiene ragione a causa di decisioni "frettolose, incomplete o sbagliate". In un caso, ad esempio, il TAF ha ritenuto che la SEM non avesse correttamente "esaminato le allegazioni della richiedente l’asilo a proposito delle presunte conseguenze patite dai famigliari a seguito della sua partenza dall’Eritrea", violando quindi il diritto della donna di essere sentita.
"Non per forza la SEM è troppo frettolosa nel prendere le sue decisioni - ha spiegato il giurista di SOS Ticino Mario Amato al domenicale - Il margine di manovra si gioca nel concetto di verosimiglianza. Per ottenere l’asilo una persona deve portare le prove del suo stato di pericolo o fornire delle motivazioni verosimili. Tutto sta quindi nell’interpretare le dichiarazioni del richiedente l’asilo all’interno di questo concetto".
Dal prossimo mese di marzo in ogni caso la situazione cambierà. La nuova legge sull’asilo, approvata in votazione popolare, garantirà la protezione giuridica a tutti i richiedenti. "Saremo incaricati di seguire i richiedenti durante tutta la procedura", ha confermato Amato. Per questo compito a SOS Ticino verrà corrisposto un importo di 2'218 franchi per richiedente l’asilo.
Rimentendo in tema di asilo, l'allontanamento della famiglia azera di Viganello è stato nel frattempo congelato per 6 mesi, al termine dei quali la SEM dovrà rispondere al rimprovero di violazioni della Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo.
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffé
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