
"Si, siamo convinti che debbano essere trovate delle soluzioni alternative" sulla destinazione dei richiedenti l'asilo. A ribadirlo è il Consiglio di Stato, che ha risposto a un'interrogazione del deputato Massimiliano Robbiani riguardante il futuro Centro Federale d'Asilo in zona Pasture, che aprirà i battenti nel 2023.
Il Governo sottolinea di aver scritto ai responsabili del progetto, trasmettendo la richiesta dei rappresentanti dei comuni di Balerna, Novazzano e Chiasso, ovvero optare per una "collocazione decentralizzata" degli alloggi per richiedenti l'asilo mancanti in altre zone del Ticino, allo scopo di alleggerire la presenza nel Basso Mendrisiotto fino all'apertura del Centro federale d'asilo definitivo.
"Siamo convinti che", si legge nella risposta governativa, "fra le numerose alternative proposte ai responsabilie della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) in questi anni ve ne siano di quelle di proprietà della Confederazione e quindi immediatamente a disposizione, che potrebbero essere rivalutate e considerate idonee. Siamo coscienti che lo sforzo logistico per i funzionari federali sarebbe più oneroso rispetto ad avere tutti i richiedenti l'asilo in un territorio circoscritto, ma lo consideriamo uno sforzo attuabile soprattutto perché a beneficio di una regione, quella del Basso Mendrisiotto, che da anni ospita sul suo territorio i centri della Confederazione".
Dopo la presa di posizione del Governo, la SEM ha assicurato che i responsabili avrebbero rivalutato le numerose altenative. Nelle scorse settimane tuttavia la SEM ha ribadito che "non esistono alternative alla trasformazione provvisoria dello stabile FFS di zona Pasture", decidendo quindi di procedere come inizialmente previsto. Questo nonostante le eventuali opposizioni da parte dei Comuni, che avrebbero potuto ritardare l'intero progetto.
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