
Come trasformare momenti di oggettiva difficoltà in opportunità per tutto il paese. Il partito popolare democratico riunito oggi a congresso a Cadempino alla presenza del presidente nazionale Cristoph Darbellay, ha fornito la sua ricetta anti-crisi. “Forse sono in pochi ancora a percepire gli effetti della crisi. Ma le cifre parlano da sole”, ha esordito il presidente PPD Giovanni Jelmini, che ha ricordato: " A luglio 207 aziende hanno introdotto il lavoro ridotto. Inoltre ai 7mila disoccupati di oggi occorre aggiungere le persone che hanno esaurito il diritto alle indennità o che partecipano a programmi di riqualifica. “Da una parte ci sono 26mila ticinesi senza lavoro fisso- ha aggiunto come riflessione Jelmini- dall’altra 46mila italiani che ogni giorno attraversano la frontiera per lavorare da noi. Non solo nei cantieri, ma pure negli ospedali, nelle aziende e perfino nelle scuole. E allora perché i ticinesi non vogliono occupare quei posti?" Per il ministro PPD Luigi Pedrazzini occorre ritrovare il bandolo della matassa; recuperare il filo di un discorso coerente, al di là delle faide interne o esterne dei partiti. Per il Consigliere di stato il tempo delle vacche grasse è terminato, soprattutto in campo bancario e finanziario. Per il il ministro non servono dichiarazioni di guerra all’Italia. Per il ministro è tempo di riscoprire l’orgoglio ticinese, facendo ricordare a Berna che il Ticino é un tassello importante della Confederazione. Tra le varie proposte contenute nella risoluzione presentata oggi, figura pure una richiesta a Berna di un contributo straordinario pari a 50 milioni di franchi. Un salvagente federale necesssario, stando al PPD, per mitigare le ripercussioni negative dello scudo fiscale e compensare il versamento alle casse italiane di una parte di imposta alla fonte trattenuta sul salario dei frontalieri. “Il Ticino sta vivendo una sitazione delicata e Berna non è abbastanza cosciente delle difficoltà che i ticinesi stanno vivendo,” ha esordito il presidente nazionale Cristoph Darbellay. “Se il Ticino è attaccato, Berna deve rispondere” ha detto il presidente, chiedendo al presidente della Confederazione Hans Rudolph Mertz più fermezza con L’Italia, in materia di scudo fiscale. Gli ingredienti a breve termine della ricetta anti-crisi contenuti nella risoluzione PPD La formazione da parte del Governo entro fine mese di un gruppo di lavoro strategico con i seguenti compiti: - valutare le conseguenze dell’attuale crisi economica dal profilo dell’occupazione, della socialità e delle entrate fiscali; - valutare ulteriori misure che dovranno essere adottate a breve e medio termine per far fronte alle conseguenze della crisi e a sostegno dell’economia e dell’occupazione; - presentare entro due mesi un rapporto che indichi le misure da adottare con urgenza e che elabori un piano di rilancio dell’economia. Nelle valutazioni del gruppo di lavoro, il PPD chiede che siano considerate le seguenti proposte: - promuovere - attraverso una chiara e mirata strategia di marketing e acquisizione – il nostro territorio e le nostre condizioni quadro favorevoli per attirare aziende e business ad alto valore aggiunto e innovazione nel settore secondario e terziario - tutelare l’occupazione indigena, scoraggiando situazioni di concorrenza indebita ad opera di nuove entrate di manodopera estera e di lavoratori distaccati; - rafforzare i servizi di orientamento professionale e coinvolgere gli operatori economici attivi sul nostro territorio per indirizzare meglio i nostri giovani .
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