
Fattura salata per il rogo al Sasso Fenduto. L’incendio boschivo divampato a Riazzino tra il 31 dicembre 2018 e il 6 gennaio scorsi ha infatti comportato dei costi complessivi pari a circa 390’000 franchi (90’253.95 per le 1'751 ore di intervento dei pompieri e 295'791 per le 83,4 ore di volo degli elicotteri civili). Il costo delle 8 ore di volo del Super Puma dell’Esercito è invece stato assunto dalla Confederazione. A titolo di paragone, gli incendi boschivi nel 2018 hanno comportato dei costi di spegnimento pari a 2,14 milioni di franchi, di cui 1,64 a carico dello Stato.
Le cifre sono state rese note dal Consiglio di Stato nella risposta all’interrogazione del 26 febbraio scorso in cui il deputato PS Bruno Storni chiedeva lumi su un possibile intervento tardivo (peraltro smentito dal Governo, ndr). Per domare le fiamme – che hanno interessato 17,13 ettari di bosco - sono stati coinvolti 67 effettivi: 12 militi del Corpo Pompieri urbani di Locarno, 38 del Corpo Pompieri urbani Tenero-Contra, 5 del Corpo Pompieri di montagna Pizzo Leone e 12 del Corpo Pompieri di montagna Melezza.
Nella risposta all’atto parlamentare di Storni il Governo ha ribadito che la situazione in Ticino non era a rischio prima di Natale, ma lo è diventata solo domenica 30 dicembre con il sopraggiungere del forte vento di favonio. Il Consiglio di Stato ha precisato che la flotta di elicotteri privati presenti in Ticino “è ampiamente sufficiente” per far fronte a eventi ordinari in ambiente alpino. “Come ha dimostrato anche il confronto con l’esempio delle montagne rocciose canadesi, lo standard di elicotteri a disposizione in Ticino è quello impiegato oltre oceano nelle zone montagnose”. Per il Governo, inoltre, “le prestazioni della flotta degli elicotteri civili a nostra disposizione sono ideali per la casistica alla quale siamo confrontati e per una rapida reazione in caso di evento”.
Nel suo atto parlamentare Storni chiedeva lumi sull’impiego dei Super Puma, a suo dire più indicati. Il Consiglio di Stato ha tuttavia ribadito che “l’intervento dell’esercito è sussidiario a quello delle autorità civili ed è autorizzabile unicamente quando i mezzi civili non sono più in grado di gestire adeguatamente l’evento o lo stato maggiore dell’intervento reputa di avere bisogno mezzi speciali in dotazione all’esercito per portare a buon fine le operazioni”. La richiesta di intervento di un Super Puma dell’esercito ha avuto luogo il 2 gennaio e nel primo pomeriggio il velivolo militare ha preso il volo ed è intervenuto a supporto dei pompieri e delle altre forze aeree presenti.
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