
“Business è business: se non va bene la prostituzione, allora dateci pure un centro asilanti. Saremo felici di dare una mano al Dipartimento sanità e socialità, ma anche di guadagnare di più rispetto a quanto non succeda adesso”. Una provocazione? Forse, ma non troppo. Anzi, è una proposta che il direttore del Motel Lago Maggiore di Riazzino, Michel De Ros, lancia dalle colonne della Regione. Il motivo è presto detto: il comune di Lavertezzo ha recentemente intimato ai titolari del Motel la cessazione dell’attività perché non sarebbe conforme alla licenza edilizia per l’uso turistico-alberghiero. “Faccio subito due calcoli - precisa Da Ros -: al Motel non ospitiamo mai, per questioni di sicurezza e di ordine, più di 30-35 ragazze. Ma i posti letto a disposizione sono 90. Se fossero occupati tutti dagli ospiti di un centro asilanti, a 80 franchi al giorno per persona (a carico del Cantone), allora l’introito per noi sarebbe di gran lunga superiore”. La proposta-provocazione potrebbe avere un seguito, se il ricorso del legale del Motel, l’avvocato Yasar Ravi, non andrà a buon fine. “Per ora - osserva l’avvocato Ravi - mi limito ad osservare che il Cantone ha tracciato la strada ai Comuni dicendo loro di intervenire per via pianificatoria se vogliono smantellare determinate strutture. A Lavertezzo-Riazzino, così come recentemente a Melano e a Maroggia, i Comuni intervengono seguendo questa linea legata alla pianificazione, mentre altrove nel Cantone i criteri applicati sono diversi; manca insomma unitarietà, si utilizzano diversi pesi e diverse misure. Non si capisce dove si possono svolgere determinate attività, e dove no”.
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