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Ticino
"Riavrò Isabella"
Redazione
12 anni fa
Parla la 70enne pesarese proprietaria del Leonardo sequestrato a Lugano. "Sono all'oscuro delle accuse, in quasi cent'anni il quadro non sia mai uscito dal paese"

Emidia Cecchini è indignata per il trattamento subito e si dice pronta a dar battaglia pur di riavere il suo prezioso – anche se su questo punto non tutti sono concordi – quadro di Leonardo da Vinci.Intervistata dal portale italiano La Stampa la 70enne pesarese si dice all’oscuro del trasferimento e del commercio all’estero di opere d’arte attorno al quale si è aperta un inchiesta che ha portato al sequestro del ritratto di Isabella d’Este, rinvenuto in un caveau di una banca di Lugano.

La donna chiederà il dissequestro del dipinto, che a suo dire non si sarebbe mai mosso dalla Svizzera dal 1920. Per il legale della Cecchini non ci sarebbero gli estremi per il sequestro dell’opera visto che il quadro non è stato esportato dall’Italia dopo la legge voluta da Mussolini nel 1939 che vieta la vendita all’estero di opere d’arte italiane. Dall’articolo del portale italiano si apprende anche che esiste una copia del dipinto fatta su tela antica, utilizzata per essere mostrata ad esperti. Questa copia avrebbe attraversato più volte la frontiere ed ora è depositata presso un notaio svizzero.

Secondo la donna, il quadro d’Isabella d’Este sarebbe rimasto per anni nella casa della nonna per essere poi trasferito nel caveau di una banca. Ma per gli inquirenti italiani, il quadro sarebbe stato esportato illegalmente dall’Italia una decina di anni fa. Accuse che la Cecchini rispedisce al mittente: “Credo di non aver violato alcuna legge e anzi di essere stata danneggiata. Sono estranea a qualsiasi organizzazione finalizzata all’esportazione di opere d’arte” – ha affermato a La Stampa.

La donna si è presentata in ottobre dai carabinieri, per dichiarare che il quadro era in Svizzera. L’avvocato incaricato della vendita dell’opera d’arte ha consegnato spontaneamente agli inquirenti la documentazione sulla trattiva, dichiarando a sua volta che il quadro si trovava già in Svizzera prima dell'introduzione della legge del '39. 

Oltre alla donna e all’avvocato sono indagati il compagno attuale di Emidia Cecchini, due poliziotti della Questura di Pesaro e due mercanti d’arte.

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