
Preoccupano i contagi in aumento. Nelle ultime 24 ore, lo ricordiamo, il Ticino ha registrato cento nuovi casi, un dato molto più alto rispetto alle scorse settimane. Venerdì il Consiglio federale presenterà i risultati delle consultazioni con i cantoni su possibili allentamenti delle misure sanitarie: in gioco ci sarebbero la riapertura delle terrazze per i ristoranti, manifestazioni con 150 persone, manifestazioni al chiuso con 50 partecipanti e incontri privati con al massimo 10 persone. Ma se da un lato aumentano i casi, dall’altro non sembra una buona idea quella di riaprire tutto, ha confermato il dottor Marco Toderi, responsabile dell’ambulatorio visite urgenti della clinica Sant’Anna ai microfoni di Radio3i.
“Decisione incoerente”
“Trovo che sarebbe una decisione incoerente”, tuona Toderi. “Mi chiedo per quale motivo nel momento in cui c’è un aumento dei contagi si propone di aprire qualcosa. O è un gesto di incoscienza dettato dalla non conoscenza della realtà dei fatti o è un gesto di ammissione di un errore fatto tre mesi fa quando si sono chiusi i ristoranti e i negozi”, spiega. “Se abbiamo paura di un aumento dei contagi e apriamo è da incoerenti”, sottolinea.
“Decisioni che non seguono un filo logico”
Secondo Toderi le decisioni che sono state prese “non seguono un filo logico preciso”. “Non capisco come si possa pensare di tenere chiusi i ristoranti e aprire i cinema, o permettere a solo quattro persone di mangiare allo stesso tavolo al ristornate ma permettere a dieci di trovarsi a casa”.
La paura è tanta. Ma altrettanta è la paura, perché tutto sembra un déjà-vu. “Ho paura di decisioni affrettate su spinte economiche, personalmente non ho mai smesso di essere solidale con chi purtroppo ha dovuto chiudere le attività, a me dispiace molto per la situazione ma non possiamo dimenticare che il nemico non sono i medici, non è il Consiglio federale, il nemico rimane ed è il virus”.
“Pericoloso riaprire”
I paesi vicino stanno chiudendo, la Lombardia è diventata da lunedì zona rossa. Se il Consiglio federale decidesse di riaprire? “Sarebbe pericoloso. È come quando un bambino impara a camminare, se io so che lui può cadere lo faccio camminare sul prato, non sui vetri. Aprire nel momento in cui vediamo che i casi stanno aumentando è come far camminare un bambino sui vetri, se cadiamo ora ci si può fare molto molto male”.
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