
Il Dipartimento del territorio ha presentato oggi a Bellinzona la modifica della Legge cantonale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici.
La novità più importante riguarda lo stralcio del capoverso 4 dell'articolo 22, reintroducendo la possibilità di cacciare il cervo anche nella regione del Monte San Giorgio. Una misura che si è resa necessaria per contenere i danni all'agricoltura e alla foresta nella zona e migliorare la fauna sul San Giorgio.
Da quando è stata chiusa la caccia nella zona (dal 2008), c'è stata un'esplosione del numero di cervi, e un aumento dei danni alle culture e in particolare ai vigneti nel Mendrisiotto, ha spiegato in conferenza stampa il ministro Claudio Zali. Mentre i risarcimenti, nel Mendrisiotto, solo nel 2012, hanno superato i 350mila franchi.
Anche perchè - spiega il DT - l'Ufficio caccia e pesca non è in grado di regolare efficacemente nel tempo le popolazioni di cervo e cinghiale della regione del Monte San Giorgio, come peraltro nel resto del Cantone Ticino, attraverso la sola guardiacampicoltura.
Il Dipartimento inoltre adotterà dove è possibile anche altre misure, in particolare la creazione di una bandita sulla sommità del San Giorgio; la realizzazione di recinzioni a difesa delle coltivazioni, in particolare dei vigneti, la valorizzazione degli habitat adatti alla selvaggina e l’adozione a livello pianificatorio di limitazioni nella realizzazione di nuovi vigneti.
Ora la palla passa al Gran Consiglio.
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