
Con l’apertura parziale delle frontiere da lunedì e la possibilità di recarsi in Italia senza tampone fino a 60km dal proprio domicilio, il rischio che ci fosse una corsa agli acquisti oltre confine era stato preventivato. Non tutti però hanno sofferto allo stesso modo: come hanno infatti raccontato i macellai Christopher Auge e Luca Manzocchi ai microfoni di Teleticino, il calo c’è stato, ma non così importante: “La quantità di clienti è calata ma con la riapertura dei ristoranti e la possibilità di fare feste in gruppi accresciuti è calata meno di quello che pensavamo. Un piccolo dunque calo ma non importante”, spiega Auge, “Adesso non è ancora cambiato niente di che”, continua Manzocchi, “noi abbiamo sempre avuto, nelle ultime settimane, un lavoro abbastanza intenso e settimana scorsa è rimasto sulla stessa linea. Il nostro obiettivo è comunque di andare avanti a lavorare bene come abbiamo sempre fatto ma poi il cliente decide: è sempre stato così, non si può condizionarne la scelta”.
Calo più accentuato vicino alla frontiera
La situazione è però ben diversa man mano che si avvicina al confine italiano. A Mendrisio infatti Angelo Valsangiacomo, nell’ultima settimana, ha visto le vendite calare continuamente: “Appena hanno aperto, già nei primi giorni, la clientela è scesa, da subito del 10-15% e oggi (venerdì 11 giugno, ndr) del 30%. Ci dispiace, però purtroppo ce lo aspettavamo”. I macellai comunque, in vista di questa possibile apertura, non erano rimasti con le mani in mano e avevano cercato di promuoversi più efficacemente, puntando in particolare su un processo di fidelizzazione: “Abbiamo sicuramente aumentato il nostro lavoro sui social”, racconta Christopher Auge, “per farci conoscere e dire quello che siamo e che facciamo. Abbiamo un buon riscontro, specialmente tra i giovani, sperando di ringiovanire la clientela a ricreare questo rapporto da negozio di paese. Che non vuol dire solo venire e prendere il prodotto ma anche chiedere consigli, ricette e in generale interagire”.
“Fiducia nei ticinesi”
Anche Angelo Valsangiacomo non è rimasto con le mani in mano: “Abbiamo fatto diverse cose”, spiega, “abbiamo cercato di mettere qualcosa su Facebook, dove non avevamo niente, abbiamo messo a posto il sito e cercato ogni settimana di pubblicare qualcosa riguardo alle nostre attività: come gastronomia e come macellai, dalle promozioni ai buoni a dei concorsi a premi. Per far vedere cosa abbiamo fatto e facevamo”. Continuando a confidare nella solidarietà dei ticinesi che, sostiene convinto Valsangiacomo, “ci sarà”.
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