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Ticino
Riapertura dei cinema, “misura palliativa”
Redazione
5 anni fa
Roberto Pomari, direttore del Palacinema, sulla possibilità di poter riaprire con un limite di 50 persone: “Da valutare diversi fattori, difficile che i distributori favoriranno l’uscita di prime visioni”

Dal 22 marzo, contagi permettendo, è previsto di consentire nuovamente gli eventi al chiuso fino a un limite di 50 persone. Tra le categorie toccate da questo cambiamento c’è anche il cinema, che potrà nuovamente riaprire le sale dopo mesi di chiusura. Rimarrà l’obbligo di mantenere le distanze e di usare la mascherina. Saranno inoltre vietate le consumazioni e saranno sconsigliati gli intervalli durante gli spettacoli. Per il settore questa proposta rappresenta uno spiraglio, ma sono tante le incognite legate all’apertura, spiega il direttore del Palacinema Roberto Pomari, raggiunto dai colleghi di Teleticino per commentare le decisioni annunciate oggi dal Consiglio federale. “È una misura palliativa, presa per cercare di dare un minimo di prospettiva. Contemporaneamente però è limitata nel suo significato per il fatto che dobbiamo ancora attendere gli sviluppi dei dati della pandemia per poter capire se si può effettivamente progettare una riapertura”.

L’offerta al pubblico
Anche se l’apertura sarà consentita, non è detto che il Palacinema riaprirà le proprie porte, sottolinea Pomari. “Ci sono diversi fattori che devono essere valutati, al di là dell’aspetto della redditività di una riapertura di un multisala come il Palacinema. I distributori di sicuro non favoriranno l’uscita di prime visioni, se non in caso eccezionale. Bisogna quindi capire che programma possiamo offrire al pubblico, il tutto al netto di una compressibile riluttanza da parte del pubblico di tornare probabilmente a frequentare le sale”.

Regna l’incertezza
Per ora Pomari resta “prudente” e farà precisi calcoli per valutare i rischi e le possibili conseguenze. “Il desiderio naturalmente è quello di riaprire il prima possibile, con anche il pubblico affezionato che vuole ritornare a frequentare le sale, ma siamo condizionati anche noi da questa incertezza. Prima di esprimerci sulla possibilità di apertura, attendiamo le valutazioni che il Consiglio federale farà tra una settimana”.

I piccoli cinema
Secondo Pomari questa situazione potrebbe favorire le piccole realtà. “Un cinema con una programmazione indipendente, che non è legato all’offerta mainstream della grande distribuzione internazionale, potrebbe avvantaggiarsi proponendo una scelta di film magari consona a un pubblico di cinema più indipendente e impegnato. Potrebbe essere un’opportunità per cinema più picccoli con costi minori di esercizio. Sono comunque tutte ipotesi, anche in questo caso non sappiamo quali siano le disponibilità dei cataloghi di film offerti dai distributori”.

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