
Il 2016 della Gendarmeria della Polizia cantonale è stato caratterizzato dal consolidamento del riassetto organizzativo dei Reparti iniziato a luglio 2015. Il principio tornato d’attualità è stato il concetto di territorialità, rientrato a pieno titolo come condizione ormai irrinunciabile e strategica nel concetto di lavoro della nuova Gendarmeria. Il bilancio del primo periodo di attività è positivo.
Nel 2016 gli interventi relativi ad incidenti stradali, in collaborazione con le polizie comunali, sono stati 3’988 (-0.9% rispetto al 2015) e per incarti della Magistratura 1’852 (+0.2%). I nominativicontrollati hanno raggiunto quota 59'765 (+10%).
Da luglio 2015 la Gendarmeria della Polizia cantonale ha potuto operare con il nuovo assetto organizzativo dei Reparti. Riorganizzazione che può evolvere e adattarsi ai possibili cambiamenti e alle evoluzioni dei fenomeni e della criminalità. Il bilancio del primo periodo di attività è positivo. In quest’ambito la struttura organizzativa della Sezione Supporto Coordinamento (SSCG), con l’adattamento effettuato, ha dimostrato capacità di buon funzionamento. Oltre ai collaboratori che compongono i 4 Servizi, con l’avvio del concetto d’introduzione alla professione, anche i gendarmi in formazione hanno potuto beneficiare della possibilità di svolgere gli stage della durata di due mesi presso la SSCG. L’esperienza si è rivelata particolarmente interessante e ha loro permesso di vivere in prima persona esperienze lavorative che altrimenti non avrebbero potuto svolgere o conoscere in modo approfondito.
Nel 2016 i controlli sulla manodopera estera sono stati 646 (489 nel 2015). Le persone controllate sono state 2’749 (1’938), di queste 192 (152) sono risultate non in regola e sono state denunciate al Ministero Pubblico. I datori di lavoro denunciati sono invece stati 35 (60).
Lo scorso anno sono state rilevate 1197 infrazioni (+5.2%) alla Legge federale sugli stranieri, la maggior parte concernono l’entrata/soggiorno/uscita illegale (718, +24%) e l’attività lucrativa/impiego di stranieri senza autorizzazione (313, -20%). Le riammissioni semplificate dalla Svizzera verso l’Italia, visto il forte afflusso di migranti alla frontiera a Chiasso, sono state oltre 20’000 mentre le riammissioni dall’Italia verso la Svizzera hanno raggiunto quota 3. Le attività di contrasto della clandestinità, fenomeno che vede coinvolti i richiedenti l’asilo che si sono visti respingere la loro domanda, hanno portato alla consegna di 322 (409) intimazioni di partenza, a 45 (93) rimpatri volontari, a 170 (196) rimpatri non volontari e a 18 (22) rimpatri con scorta.
Martedì, ricordiamo, la Polizia di Stato italiana aveva invece parlato di 8 riammissioni dall'Italia alla Svizzera (vedi articolo suggerito).
Al capitolo accattonaggio per limitare il fenomeno sono stati organizzati vari servizi di contrasto in collaborazione con le polizie comunali. Le persone controllate in tutto il Ticino sono state 634; molte lo sono state più volte, anche dopo una o più denunce al Ministero Pubblico o al loro allontanamento dal territorio. La stragrande maggioranza di questi controlli vede coinvolti nomadi provenienti dalla vicina Penisola.
Gli interventi in ambito di violenza domestica sono stati 829 (+13%), di cui 193 per reati d’ufficio, e si sono registrate 672 infrazioni. Va detto che negli ultimi 6 anni le cifre si sono mantenute su livelli relativamente stabili con una media di 790 casi. Nel 2016 sono state registrate 672 infrazioni, il 13% in più rispetto al 2015, in massima parte lesioni personali semplici, minacce o ingiurie. Rappresentano il 36% di tutte le infrazioni di violenza. In maggioranza (75.7%) si tratta di violenza fra coniugi o ex-coniugi; nel 31% di questi casi entrambe le parti sono svizzere, mentre le relazioni svizzero-straniero e straniero-straniero ricorrono rispettivamente nel 38% e nel 31% delle coppie. Gli allontanamenti pronunciati dall’Ufficiale sono stati 64, quelli volontari 70.
Gli impieghi di Mantenimento ordine (MO) sono stati 66 (di cui 21 per il calcio e 45 per l’hockey) e hanno visto impegnati 2’801 agenti (totale cumulato) per un costo di circa 2.5 milioni di franchi.
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