Cerca e trova immobili
Ticino
Riale Vallone-Biasca: "Quella strada deve essere coperta"
Redazione
19 anni fa
A chiederlo l'associazione Ponterosso a oltre un anno dalla frana che a Biasca uccise una donna

A Biasca la zona Ponte Rosso, laddove il riale Vallone incrocia la strada cantonale che porta in Valle di Blenio e al Passo del Lucomagno deve essere coperta. A chiederlo con una mozione, il 16 ottobre del 2006, alcuni granconsiglieri della regione Tre Valli. Primo firmatario il socialista Cleto Ferrari. La soluzione della copertura, secondo i promotori, permetterebbe al riale di scaricare il materiale che scende a valle, garantendo un accesso in sicurezza anche in caso di eventi meteorologici estremi. Eventi come quello dello scorso anno. Era il 3 ottobre 2006 quando la piena del riale Vallone sul ponte Rosso, travolse e uccise la Laura Columberg. Nel 1993 perse la vita un altro cittadino, sempre nella zona dove il riale Vallone incontra il fiume Brenno. Ed è in memoria delle vittime che è nata l’associazione Ponterosso, che intende promuovere la copertura di quel tratto della strada cantonale, ma anche sensibilizzare la popolazione sull’importanza di interventi strutturali mirati per evitare altre catastrofi. In attesa che la mozione venga discussa settimana prossima in Gran consiglio, il Consiglio di Stato respinge la proposta della copertura di quel tratto stradale, visto che la probabilità di rischio di altri eventi tragici riguarda una persona su 100 mila. Ma l’associazione Ponterosso contesta la non entrata in materia del Governo, in quanto ignorerebbe l’impatto dei mutamenti climatici soprattutto in una via di collegamento che conta più di 7000 transiti al giorno. Dai noi contattato telefonicamente, il direttore della Divisione delle costruzioni, Giovanni Pettinari replica che "il calcolo delle probabilità é un sistema moderno per valutare i progetti relativi le premonizioni riguardo i pericoli naturali" spiega l'ingegner Pettinari. "E' un metodo adottato dalla Confederazione quale ente sussidiante e tiene conto di fattori non soggettivi. La Divisione delle costruzioni - continua Pettinari - ha usato questo metodo e il risultato rientra nella fascia dei rischi socialmente accettabili. Per questi motivi abbiamo proposto al Consiglio di Stato di non entrare in materia". [email protected]

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata