
Nell’applicare la giurisprudenza in materia di stranieri gli uffici cantonali "si attengono alle vigenti disposizioni legali e dottrinali". Lo ha confermato negli scorsi giorni il Consiglio di Stato nel rispondere all'interrogazione presentata il 26 dicembre 2018 dai deputati Raoul Ghisletta, Henrik Bang, Jacques Ducry, Carlo Lepori, Tatiana Lurati Grassi, Daniela Pugno Ghirlanda (PS), Massimiliano Ay (PC), Fabio Käppeli, Matteo Quadranti (PLR) e Germano Mattei (Montagna Viva). Gli interroganti, in sostanza, chiedvano lumi sul numero di decisioni di negazione/revoca/mancato rinnovo dei permessi per stranieri (B, C, G, L) prese da uffici cantonali tra il 2011 e il 2018, sul numero di ricorsi accolti e parzialmente accolti dal Consiglio di Stato, dal Tribunale cantonale amministrativo (TRAM) e dal Tribunale federale (TF).
Prima di fornire i dati, il Governo ha spiegato che l’Ufficio della migrazione (UM) della Sezione della popolazione (SP) ha visto crescere negli anni il proprio carico lavorativo, "sia a seguito dell’incremento del numero di cittadini stranieri che lavorano o risiedono in Ticino sia a causa delle misure che nel tempo sono state introdotte per arginare gli abusi emersi in tale ambito". Nel 2018, ad esempio, sono stati rilasciati 5’387 permessi di domicilio (C), a fronte di un totale di 88'641 decisioni emanate dal suddetto Ufficio. In media un singolo collaboratore del Servizio comunitari tratta 6'000 domande di permesso all'anno.
Nel 2017, ricordiamo, l’Ufficio della migrazione ha portato a termine un processo di riorganizzazione strutturale e procedurale. "Questo nuovo assetto e il temporaneo potenziamento organico di 14 collaboratori amministrativi ausiliari (non avventizi) per la gestione corrente stanno permettendo un disbrigo più rapido delle pratiche". Il governo ha pure confermato che "il nostro Cantone è risultato molto esposto alle ripercussioni distorsive portate con sé dalla libera circolazione delle persone, tanto che a soffrirne è stato tutto il tessuto sociale ed economico cantonale". Questo ha portato le Autorità della migrazione a dover trovare "un punto di equilibrio tra il dovere istituzionale di proteggere le risorse e gli interessi del proprio territorio e le esigenze sancite da accordi sovranazionali".
Alcune cifre
Nel 2012 le decisioni (negative/non rinnovi/revoche di permessi B, C, G, L) dell'Ufficio della migrazione sono state 219. L'anno successivo sono scese a 192 per poi risalire a 367 nel 2014. Dal 2015 (636 decisioni) si è registrato un aumento che è rimasto stabile anche nei due anni successivi (640 decisioni nel 2016 e 658 nel 2017). Nel 2018 nuova impennata, con 758 decisioni.
Nel 2011 il Consiglio di Stato ha accolto 10 ricorsi e parzialmente accolto un altro. Il numero è rimasto stabile nei tre anni successivi (6 accolti e 3 parzialmente accolti nel 2012, 7 accolti nel 2013 e 9 nel 2014), per poi aumentare sensibilmente nel 2015 (55 ricorsi accolti), 2016 (69 accolti e 5 parzialmente accolti) e 2017 (43 e 1). Nel 2018 ben 100 ricorsi sono stati accolti e 6 parzialmente accolti.
Passando al Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), nel 2011 i ricorsi in materia di stranieri accolti sono stati 8, 6 quelli parzialmente accolti e 42 quelli respinti. Numeri abbastanza a quelli del 2012 (4 accolti, 9 parzialmente accolti e 37 respinti), 2013 (17, 3, 54), 2014 (9, 10, 58) e 2015 (16, 8, 58). Nel 2016 si registra un aumento dei ricorsi accolti (41, a fronte di 8 parzialmente accolti e 44 respinti), controbilanciato dalla diminuzione nel 2017 a 20 ricorsi accolti (14 invece quelli parzialmente accolti e 51 quelli respinti). nel 2018, infine, i ricorsi accolti sono stati 41, quelli parzialmente accolti 8 e quelli respinti 44.
Per quanto riguarda i ricorsi contro la conferma delle decisioni da parte del TRAM accolti e parzialmente accolti da parte del Tribunale federale, il Governo ha spiegato che questi dati non sono disponibili. tuttavia, il 14 gennaio Ticinonews aveva spulciato la banca dati del TF, dalla quale era emerso che i casi ‘ticinesi’ evasi (e pubblicati) dalla Seconda Corte di diritto pubblico fossero poco meno di una trentina all’anno, con una percentuale di successi sempre inferiore al 20% (vedi articolo suggerito).
Nel 2017 i ricorsi presentati dal Ticino sono stati 29, il 10,3% dei quali (ovvero 3) è stato accolto. Nel 2016 su un totale di 26 ricorsi pubblicati ne sono stati accolti 5 (il 19,2%). Nel 2015 il numero di ricorsi presentati ed evasi è aumentato a 31, 4 dei quali (il 12,9%) sono stati accolti. L’anno precedente il numero di ricorsi accolti ha stabilito un ‘record’ negativo: solo 1 su 24. Nel 2013 a essere stati accolti in ultima istanza sono invece stati 3 ricorsi su 22 casi pubblicati (13,6%). Un numero rimasto stabile nel 2012 (2 ricorsi accolti su 22, pari al 9,1%) e nel 2011 (sempre 3 ricorsi accolti su 17, pari al 17,6%).
nic
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

