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Ticino
Revisione legge radio-TV: 49 nomi per un sì
Redazione
11 anni fa
Sono molte le personalità pubbliche che invitano ad approvare la revisione della legge: "Bocciandola rischiamo di non più avere un servizio completo in italiano"

"Un sì per la Svizzera italiana" è questo lo slogan di una lunga lista di personalità ticinesi favorevoli alla revisione della legge sulla radiotelevisione in votazione il prossimo 14 giugno.

"Questa riforma consolida infatti, rendendolo più equo, un sistema di finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo che consente l’esistenza di una radio televisione nazionale in lingua italiana e contribuisce al finanziamento delle emittenti private locali."

"Se le cittadine e i cittadini elvetici accoglieranno il prossimo 14 giugno la revisione della Legge sulla radiotelevisione (LRT), il canone sarà inviato a tutti fuochi. È la logica conseguenza del diffondersi praticamente in tutte le abitazioni di collegamenti e apparecchi (smartphone, tablet, PC) che consentono di ascoltare la radio e di guardare la televisione senza possibilità di controllo da parte delle competenti istanze. Grazie alla generalizzazione del canone (con importanti eccezioni, come ad esempio le persone con rendita complementare AVS/AI), chi lo paga attualmente (l’85% dei fuochi) beneficerà di una riduzione significativa. La Billag non svolgerà più alcun ruolo e si eviteranno gli utenti abusivi, che fruiscono della radiotelevisione a spese altrui."

Per i fautori del sì la rifoma è "necessaria ed equa perché fa pagare il canone a tutti coloro che possono beneficiare del servizio pubblico radiotelevisivo. Non è, come sostengono gli avversari, una nuova tassa, dal momento che il canone già esiste: è il giusto prezzo per avere, da una parte, una radiotelevisione svizzera indipendente, capace di produrre programmi in quattro lingue e di mettere sullo stesso piano la Svizzera italiana con quella tedesca e quella francese e, dall’altra, per aiutare le radiotelevisioni private a svolgere anche una funzione d’interesse pubblico."

Il gruppo di sostegno conclude mettendo in guardia dai presunti rischi per la Svizzera italiana se la riforma non dovesse passare: "Gli avversari di questa riforma, che di fatto contribuiscono a mantenere in vita un sistema iniquo di percezione del canone, mirano in modo evidente a indebolire la Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR) e le sue emittenti regionali (fra cui la RSI). È una strategia controproducente e dannosa per la Svizzera intera e per la Svizzera italiana in particolare. L’eventuale “privatizzazione” del servizio pubblico, oggi assicurato dalla SSR, costerà molto caro al pubblico svizzero il giorno in cui questa azienda non sarà più in grado di produrre informazione di qualità, programmi d’intrattenimento, cultura e sport, e gli Svizzeri saranno perciò costretti ad acquisirli dalle TV private estere! Le conseguenze per la Svizzera italiana e per il Ticino saranno ancora più importanti: rischiamo di non più avere un servizio radiotelevisivo completo in italiano oggi garantito dalla chiave di riparto che ci favorisce e di perdere, oltre a un significativo apporto culturale, anche le relative ricadute finanziarie e occupazionali (oltre 1000 posti di lavoro a tempo pieno). Perché voler creare un grave squilibrio in un sistema massmediatico sinora indicato come modello di federalismo e di equità? Rendere fragili e precarie le basi di finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo non avrà ripercussioni dirette solo sul futuro della RSI e sulla sua importante capacità occupazionale, ma porrà a rischio il ruolo del servizio pubblico come vettore di informazione, promotore di espressioni culturali e testimone fondamentale dell’italiano in Svizzera."

Ecco la lista dei favorevoli: Pietro Antonini, Dino Balestra, Mauro Baranzini, Giovanni Barone Adesi, Paolo Beltraminelli, Manuele Bertoli, Anna Biscossa, Marco Blaser, Ilario Bondolfi, Mario Branda, Fulvio Caccia, Marina Carobbio, Antoine Casabianca, Carlo Croci, Carla Del Ponte, Jean-François Dominé, Monica Duca Widmer, Jacques Ducry, Diego Erba, Denise Fedeli, Gabriele Gendotti, Claudio Generali, Franco Gervasoni, Giorgio Giudici, Fabrizio Keller, Claudio Lardi, Filippo Lombardi, Enzo Lucibello, Saverio Lurati, Carlo Maggini, Christian Marazzi, Pietro Martinelli, Dick Marty, Germano Mattei, Enrico Morresi, Giorgio Noseda, John Noseda, Romolo Nottaris, Luigi Pedrazzini, Yvonne Pesenti Salazar, Alberto Petruzzella, Luca Pissoglio, Mario Postizzi, Aldo Rampazzi, Remigio Ratti, Laura Sadis, Paolo Sanvido, Giancarlo Seitz, Christian Vitta.

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