
Sembra ormai avviata su un binario morto la decisione del governo di acquistare alcuni piani dello stabile eVita di Giubiasco che avrebbe dovuto ospitare la Città dei mestieri, l’Istituto della formazione continua e alcuni uffici della Sezione logistica del Cantone. Nessuna decisione ufficiale ancora, ma come riporta il Caffè da alcune indiscrezioni che filtrano dal Palazzo sembrano profilarsi due ipotesi. Ritirare il messaggio con la richiesta di un credito di 12,6 milioni di franchi per un acquisto che, secondo il Ppd, viola la legge sulle commesse pubbliche e su cui ci sono ben quattro perizie giuridiche, ma nessuna certezza. Un credito che ha anche diviso la sotto commissione della Gestione costretta a rinviare a dopo l’estate l’esame del messaggio, contro il quale la Lega ha per di più minacciato un referendum. Insomma, c’è di che convincere il Consiglio di stato ad innescare una prudente retromarcia. L’altra possibilità, più immediata e concreta, è che la società che ha realizzato l’edificio, l’ "eVita Immobiliare", ritiri la sua offerta, per non ritrovarsi con uno stabile vuoto, e che non renderà nulla, chissà per quanto tempo, viste le polemiche e le lungaggini procedurali che ritarderanno notevolmente la decisione del parlamento. Decisione che la società si aspettava già a giugno. "Abbiamo chiesto di poter incontrare la commissione. Dopo l’incontro faremo le nostre ulteriori riflessioni e prenderemo le nostre decisioni", spiega al Caffè Flavio Petraglio, presidente di eVita.Anche in questo caso il nervo scoperto resta quello della legge sulle commesse pubbliche che ha già messo in difficoltà il governo, in particolare il dipartimento Sanità e socialità del ministro ppd Paolo Beltraminelli, con la storia della società di sicurezza privata Argo 1, e che pare destinato ad infiammarsi ulteriormente con l’incarico per i progetti della rete Tram-treno. È dallo scorso novembre che il Ppd, muovendo allo scontro diretto col Plrt, cavalca l’affaire della Città dei mestieri, ribattezzata da Popolo e Libertà, il mensile del partito, in "Città dei misteri".
Per i popolari democratici si tratta di un’operazione politica e immobiliare nata e gestita in casa liberale radicale. Del Plrt è, infatti, il deputato Paolo Pagnamenta uno dei firmatari della mozione con cui il 23 novembre del 2015 alcuni gran consiglieri rilanciarono l’idea la Città dei mestieri, prevista, peraltro, già nelle Linea direttive del Cantone che aveva pensato di realizzarla a Lugano nei pressi della stazione Ffs. Fatto sta che due giorni dopo, il 25 novembre, lo stesso Pagnamenta si presenta negli uffici della Sezione logistica proponendo il progetto di un edificio a Giubiasco.Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Caffè
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