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Ticino
"Restiamo svizzeri"
"Restiamo svizzeri"
"Restiamo svizzeri"
Redazione
7 anni fa
L'UDC Ticino si è riunito quest'oggi ad Ambrì-Piotta per celebrare il compleanno della Patria

"Restiamo svizzeri" è lo slogan elettorale dell'UDC Ticino per le prossime elezioni federali. Alla festa per il Natale della Patria che si è svolta all'azienda agricola Bossi ad Ambrì-Piotta, gli esponenti del partito hanno ammonito che "senza una forte UDC a Berna, la Svizzera perderà inevitabilmente la sua autonomia, la sua democrazia diretta e i suoi valori e diventerà preda di interessi di lobby economiche pilotate dall'estero: NO al miliardo di coesione, NO alla libera circolazione, NO all'acordo quadro con l'EU".

Per la prima volta, l'UDC Ticino si presenta alle elezioni federali con quattro liste. Ospite d'onore ad Ambrì-Piotta era Oskar Freiysinger, ex consigliere di Stato vallesano. Con grande perplessità i presenti hanno preso atto della decisione di PLR e PPD di congiungere le liste per le elezioni federali, visto che un anno fa i due partiti chiamavano il concetto di congiunzione di liste "un imbroglio antidemocratico".

Davanti ad un folto pubblico e alle numerose candidate e ai numerosi candidati sulle quattro liste UDC per le elezioni federali di ottobre, il presidente dell'UDC Ticino Piero Marchesi ha sottolineato l'importanza di una forte presenza UDC a Berna: "L'UDC è sola nel garantire anche in futuro una Svizzera libera, indipendente e sovrana. E' l'unico partito federale ad opporsi all'accordo quadro con l'UE che significherebbe un ulteriore passo verso l'entrata nell'UE con l'obbligo di adottare il diritto europeo e la perdita della democrazia diretta."

Marchesi ha inoltre spiegato la nuova strategia elettorale dell'UDC: per la prima volta il partito si presenta con quattro liste per il Consiglio nazionale: la lista principale (congiunta con la Lega), la lista dei giovani UDC, una lista allestita con candidati dell'UDF e una con gli Agrari. "Ci siamo riavvicinati al mondo agricolo che costituisce la nostra origine partitica, e questa lista ne è una bella e pratica dimostrazione", ha spiegato Marchesi.

"NO alla libera circolazione e SI al partenariato sociale", così Marco Chiesa, consigliere nazionale UDC uscente e candidato al Consiglio nazionale e al Consiglio agli Stati che dopo la notizia della congiunzione di lista dei due partiti di centro ha cambiato discorso, mettendo in guardia l'elettorato: "Oggi, il Ticino è muto. Abbiamo detto SI al Prima i Nostri, e fanno il contrario. Abbiamo detto NO alla libera circolazione, e fanno il contrario. I due candidati della nuova lista congiunta faranno sicuramente il contrario di quello che il popolo ticinese ha deciso."

Il presidente Giovani UDC Ticino Daniel Grumelli ha sottolineato la volontà storica della Svizzera di cercare stabilità sociale e politica grazie all'autodeterminazione: "Malgrado che il nostro paese sia all’avanguardia su molti fronti, le statistiche non dicono che sempre più persone si trovano in assistenza. Il cittadino residente costa ormai troppo per tutte quelle aziende guidate da liberali e stranieri che preferiscono fare cassetta piuttosto che garantire una rendita sostenibile per i propri dipendenti." 

"L'UDC è l'unico partito a volere una Svizzera forte e sicura, stabile e forte, un'immigrazione controllata e la garanzia di avere un lavoro e uno stipendio dignitosi. Per ritrovare ed estender lo spirito confederale degli inizi che permetteva di punire chi metteva in pericolo la pace interna e la giustizia, è solo votando UDC che la Svizzera potrà salvaguardare il nostro sistema di diritto, l’indipendenza, la neutralità, la sovranità e rimanere noi stessi: liberi e svizzeri."

L’ospite d’onore vallesano Oskar Freysinger - esprimendosi in perfetto italiano - ha esortato gli svizzeri ad essere di nuovo fieri del loro paese, come ogni altra nazione lo è, invece di scusarsi per "non partecipare ad un mondo diventato assurdo. La Svizzera infatti, nei secoli è riuscita a costruire un collettivo funzionante, un sistema di democrazia diretta che si contraddistingue degli altri perché riesce a correggere le insufficienze umane dei singoli politici al potere. Per salvaguardare questo sistema unico e solido ci vogliono due condizioni: La prima è di poter decidere noi stessi (…), la seconda, di avere la forza per farlo."

"Decidere liberambente significa assumersi delle responsabilità. Prendere delle responsbilità in un mondo divenuto irresponsabile significa mettere il piede su un terreno scivoloso dove il buon senso si è già rotto l’osso del collo da lungo tempo". Per concludere, Freysinger ha esortato gli svizzeri a ritrovare "la forza di perdonarci per non essere perfetti, ma solamente perfettibili."

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