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Cultura
“Resta di stucco”, l’arte tra tradizione e tecnologia
Redazione
3 anni fa
L’obiettivo del progetto tra l'istituto materiali e costruzioni e l'istituto design della SUPSI è quello permettere di conoscere i grandi maestri dello stucco in Ticino attraverso un museo diffuso composto da 23 luoghi sparsi sul territorio.

“Con questo progetto vogliamo portare la popolazione locale e i turisti a contatto con le ricchezze dello stucco ticinese offrendo una chiave di lettura particolare”. Giacinta Jean, professoressa dell’Istituto materiali e costruzioni della SUPSI spiega così a Ticinonews l’obiettivo di “Resta di stucco”, l’iniziativa nata da una collaborazione tra l’istituto materiali e costruzioni e l’istituto design della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, che racconta il viaggio dei grandi maestri dello stucco nel nostro Cantone grazie a un museo diffuso composto, per ora, da 23 luoghi religiosi sparsi sul territorio.

Un’arte antica raccontata con strumenti moderni

“All’ingresso di questi luoghi religiosi”, dice ai nostri microfoni Luca Morici, docente e ricercatore dell’Istituto di Design della SUPSI, “è possibile incontrare un totem con un codice QR che rimanda a un’audioguida. Questa contiene oltre 250 immagini e un’ora di audio che presentano le opere da noi studiate”. Oltre a questo “ci saranno anche mappe cartacee e installazioni di realtà aumentata che permetteranno di interagire con alcuni particolari delle opere. Quest’ultima opzione è pensata soprattutto per incuriosire il popolo dei social, in particolare di Instagram”, conclude Morici.

L’appello per allargare il progetto

“Invito chi si sente escluso da questi 23 siti a farsi avanti per poter includere altri luoghi al nostro elenco, anche non religiosi”, aggiunge infine Jean. “Abbiamo selezionato edifici nelle principali città del cantone, ma anche i piccoli paesi meno accessibili: sono stati studiati più approfonditamente. Potete andare a controllare il nostro sito, dove vedrete anche delle radiografie di questi stucchi per capire com’è l’armatura interna che li sostiene e che permette a queste statue enormi di poter venir fuori così tanto dal muro. Vogliamo trasmettere tutto questi segreti tecnici, che erano patrimonio comune e che adesso si stanno perdendo”.