
Condizioni di lavoro, diritti umani, tutela dell’ambiente, prevenzione della corruzione, concorrenza leale e poi interessi dei consumatori, fiscalità e trasparenza. In una parola: responsabilità sociale d’impresa. Termine sempre più in voga di questi tempi, finito al centro di un evento organizzato dal DFE, svoltosi alla SUPSI di Trevano.
Ma cosa vuol dire concretamente Responsabilità Sociale d’impresa? A provare a rispondere, con esempi concreti, sono state le aziende presenti. Per Zambon, storico gruppo farmaceutico, da oltre 120 milioni di fatturato con sede a Cadempino vuol dire soprattutto “coccolare” i dipendenti: stipendi idonei, valorizzazione dei giovani, addirittura borse di studio per i figli dei collaboratori. Un altro esempio? Ail, 325milioni di cifra d’affari, quasi 400 collaboratori e un occhio attentissimo all’ambiente e non solo: “Responsabilità sociale d’impresa vuol dire stipendi buoni, buone opportunità di formazione, condizioni quadro per lavorare all’interno dell’azienda stabili”, ha spiegato Andrea Prati CEO di AIL.Gli esempi fatti sono molti e differenti: da chi paga l’abbonamento ai mezzi pubblici (o la palestra) ai dipendenti, a chi sceglie soluzioni a impatto zero sull’ambiente, a chi difende le pari opportunità, come la Chocolat Stella, azienda ai cui vertici siedono soprattutto donne.
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