
Il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha respinto il ricorso del 31enne curdo-iracheno Omar Bewar contro la sua espulsione dalla Svizzera decisa dalla Segreteria di Stato della migrazione.
Secondo la Corte, all’inizio dell’iter della domanda d’asilo il 31enne aveva dichiarato di essere nato e cresciuto in provincia di Mosul mentre in occasione di un’altra domanda aveva dichiarato di essere originario della provincia di Dohuk. Pertanto, ha spiegato sabato La Regione, nel 2012 l’Ufficio federale della migrazione (UFM) ha esaminato il suo incarto e concluso che Bewar non provenisse da Mosul. L’UFM ha quindi respinto la domanda d’asilo due anni più tardi, ritenendo falsi i primi documenti presentati.
Nelle zone d’origine del 31enne, ha concluso la Corte, non vige una situazione di violenza né delle circostanze politiche tese a tal punto da rendere inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento. “Bewar soggiorna in Svizzera unicamente grazie alla tolleranza delle autorità cantonali”, si legge nella sentenza datata 7 giugno, e la sua unica possibilità sta nell’ottenimento di un permesso di dimora, una via che il 31enne aveva già percorso nel 2015 con tanto di preavviso favorevole da parte della Sezione della popolazione ticinese ma che era stata interrotta dalla SEM.
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