
L'iniziativa popolare «No a una Svizzera da 10 milioni» è stata respinta dal popolo svizzero. Il testo è stato bocciato sia dalla maggioranza dei votanti sia dalla maggioranza dei cantoni, requisito necessario per l'approvazione di una modifica costituzionale. In Ticino, tuttavia, il risultato è stato più favorevole rispetto alla tendenza nazionale. Il «sì» ha ottenuto il 50,66% delle preferenze contro il 49,34% di «no», con uno scarto di poco più di 1'400 voti. Il cantone si colloca così tra quelli che hanno sostenuto l'iniziativa, distinguendosi dalla maggior parte della Svizzera romanda e dai principali centri urbani del Paese, dove il testo è stato nettamente respinto.
Marchesi: «I problemi sul tavolo restano»
Dal fronte dei favorevoli, il presidente dell'UDC Ticino Piero Marchesi ha preso atto della sconfitta a livello nazionale, sottolineando però come le questioni sollevate durante la campagna restino aperte. «I problemi che abbiamo evocato con questa iniziativa rimangono tutti sul tavolo», ha dichiarato. Marchesi ha inoltre ricordato come l'UDC si sia trovata a sostenere la proposta «contro tutti», ribadendo che, a suo avviso, negli ultimi anni non sono state trovate soluzioni efficaci per gestire l'immigrazione. Il consigliere nazionale ha poi evidenziato il risultato ticinese, definendolo «comunque un dato positivo», pur riconoscendo che il sostegno raccolto è inferiore rispetto a quello ottenuto nel 2014 con l'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Secondo Marchesi, sul voto potrebbe aver pesato anche il dibattito sui frontalieri e il timore che l'accettazione dell'iniziativa potesse comportarne un aumento.
Chiesa: «Numeri non soddisfacenti»
Anche l'ex presidente nazionale dell'UDC Marco Chiesa ha ammesso che il risultato «non è soddisfacente» per i promotori dell'iniziativa. A suo avviso, uno degli elementi determinanti è stata la partecipazione al voto, che in Ticino si è fermata attorno al 51%. «Non siamo stati in grado di mobilitare», ha osservato, riconoscendo che il partito «avrebbe potuto e dovuto fare molto di più in Canton Ticino». Commentando il voto nelle città ticinesi, Chiesa ha definito sorprendente il sì ottenuto a Bellinzona. Quanto a Lugano, ha ribadito che non si è riusciti a convincere un numero sufficiente di cittadini «della esigenza del nostro Paese di ritornare a gestire l'immigrazione». Nonostante la sconfitta alle urne, l'esponente democentrista ha assicurato che il partito continuerà a portare avanti le proprie battaglie politiche. Guardando al futuro, ha indicato in particolare il dossier dei futuri accordi tra la Svizzera e l'Unione europea (bilaterali III), definendolo «un po' la madre di tutte le battaglie».

