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Penuria idrica
Reno senz'acqua: «Una situazione grave, mai vista negli ultimi 40 anni»
Robert Krcmar
4 ore fa
C’è grande preoccupazione nei settori di logistica e trasporti per la magra del Reno. Manca l’acqua e sono quindi bloccate le navi che portano in Svizzera più del 10% delle importazioni elvetiche.

«"Non avevo mai visto una situazione simile in quarant'anni di carriera" mi ha detto un collega dell'azienda Contargo, confermandomi che il porto di Basilea è attualmente vuoto: non ci sono imbarcazioni. Il livello del Reno non è mai stato così basso». A raccontarci la situazione Peter Dietrich, vicepresidente di SpedLogSwiss Ticino (la sezione regionale dell'Associazione Svizzera delle Imprese di Spedizione e Logistica), il quale non esita a definirla disastrosa. Il messaggio è chiaro: il passaggio delle merci è compromesso. «Al momento le aziende cercano di riorganizzare i trasporti via ferrovia o su strada, ma farlo così rapidamente, con questi volumi, è praticamente impossibile. Una nave trasporta circa 300 container. Un camion ne può caricare uno, al massimo due. Le difficoltà sono quindi facilmente immaginabili».

Possibile un impatto sui prezzi

È insomma impossibile che tutti i volumi possano essere assorbiti dal trasporto stradale e ferroviario, anche perché si tratta di un cambio modale che comporta costi significativi. «I trasporti via strada o via ferrovia costano molto di più», conferma Dietrich. «È chiaro che ci potrebbe essere un impatto sui prezzi. Al momento si può ancora fare affidamento sulle riserve, ma la situazione va monitorata». Andando avanti, le circostanze mettono infatti sempre più a rischio la sicurezza dell'approvvigionamento. Le associazioni economiche basilesi sono in allarme e chiedono l'adozione di misure concrete sulle infrastrutture e sulle imbarcazioni, guardando anche al futuro. Il consigliere nazionale grigionese Jon Pult, membro del gruppo parlamentare per la navigazione e l'economia portuale, condivide questi timori. «Le preoccupazioni sono più che giustificate», afferma Pult. «Oltre il 10% di tutte le merci che arrivano in Svizzera — spesso beni fondamentali per il Paese e per l'economia — transita attraverso il Reno, che è, a tutti gli effetti, la nostra porta verso i mari. Se l'acqua non è sufficiente e le navi non possono navigare, si tratta di un problema gravissimo».

Pult: «Urge agire sulle politiche climatiche»

Per il parlamentare socialista, quanto sta accadendo dimostra ancora una volta le conseguenze drammatiche della crisi climatica. E le misure, secondo lui, non sono più rinviabili. «Sappiamo già che situazioni come questa si ripeteranno con maggiore frequenza. Estati caratterizzate da siccità e caldo estremo aumenteranno: non è un'ipotesi, è una certezza. Laddove il Reno raggiunge i livelli più critici bisognerà trovare delle strategie di intervento per migliorare la situazione. Ma la cosa fondamentale che la politica deve fare — in Svizzera, in Europa e nel mondo — è finalmente agire concretamente sulle politiche per la protezione del clima».

«C'è bisogno di molta acqua»

Va ricordato che lungo il Reno giungono in Svizzera principalmente prodotti petroliferi e combustibili, ma anche materiali edili, alimentari, prodotti chimici come fertilizzanti e beni di consumo — importazioni che raggiungono anche il Ticino. A tal proposito, la Righetti Oil, da noi contattata, conferma le preoccupazioni: non tanto sul fronte della disponibilità, quanto su quello dei costi. Una situazione che si aggiunge alle tensioni legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Da una parte la guerra, dall'altra la siccità: solitamente si direbbe "piove sul bagnato", ma qui è più il caso di un sole cocente su un terreno già arido. «Speriamo che arrivi la pioggia», conclude Dietrich. «Non bastano due o tre giorni: servono almeno un paio di settimane. Non voglio esagerare, ma c'è davvero bisogno di molta acqua».