
“Il Consiglio di Stato ha manifestamente oltrepassato il quadro delle competenze conferitegli dalla legge ed è quindi incorso nell’arbitrio”. Altro che all’acqua di rose. Le motivazioni della sentenza emessa il 18 dicembre dal Tribunale federale giunte oggi alle parti, sono una vera e propria bacchettata per il Governo ticinese.
Nell’accogliere il ricorso presentato dalla DISTI, i distributori ticinesi, contrari al nuovo regolamento sui posteggi varato dal Dipartimento del territorio, i giudici danno torto al Cantone. Lo fanno per un semplice fatto: il Governo non ha coinvolto in modo alcuno la commissione consultiva per la modifica del Regolamento dei posteggi privati.
“Nella risposta alla problematica” scrivono i giudici “il Governo riconosce tale circostanza, rilevando che la commissione era stata istituita nel 2004 ma che nel frattempo si era esaurita con la mancanza di attività e l’inattualità del suo ruolo. Tuttavia aggiungono ancora i giudici “l’esigenza della consultazione di tale commissione è esplicitamente prevista dagli articoli 42 e 43 della legge.
"La necessità di coinvolgere la commissione è stata confermata nel 2012 nell’ambito dell’adozione della nuova legge e non può pertanto essere ritenuta desueta”.
Nel frattempo Claudio Zali si è già messo al lavoro e nel giro di poche settimane riceverà sul suo tavolo le conclusioni alle quali sono giunti i membri della commissione consultiva.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

