
La Regio Insubrica si prende sei mesi. Dopo mesi di tormentate polemiche, dalle tensioni dello scudo fiscale a quelle legate al segretario Roberto Forte, l’associazione che riunisce il Ticino e le province lombarde confinanti, ha sancito una tregua il nostro Cantone e i partner italiani. Tregua ufficializzata oggi all’assemblea generale di Ponte Tresa. Ma la crisi è lungi dall’essere superata. Perché sostanzialmente trattasi di crisi identitaria. Ovvero: a cosa serve la Regio Insubrica? Cosa può e deve fare? La risposta per ora è un certo disagio. Disagio bene espresso nelle ultime settimane anche dal sindaco di Lugano Giorgio Giudici. Ma perché questa crisi diventi un’opportunità, come detto, c’è tempo sei mesi. "Questa è un'ultima chance", ci dice senza troppi giri di parole il ministro ticinese Marco Borradori."Oggi - ha spiegato il presidente Dario Galli - è stata una giornata di lavoro. Tutti hanno messo sul tavolo quelle che sono le loro difficoltà. Ed è uscita la volontà di riassettare la Regio, dopo mesi di crisi. L'importante ora è che nessuno si aspetti quello che la Regio non può dare". Questione segretario. Per ora Roberto Forte resta al suo posto. Dario Galli ha ribadito che da parte italiana resta la disponibilità, se si riterrà di sostituire Forte, a lasciare il posto al Ticino: "Se il Ticino vuole cambiare l'attuale segretario e metterne uno ticinese noi siamo totalmente d'accordo".AELLE
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