
Non sono ancora pervenuti nelle casse della Regio Insubrica i versamenti delle quote italiane.
Come noto, nel gennaio scorso il governatore della Lombardia Roberto Maroni aveva promesso di farsi carico delle quote a carico delle province di Como, Varese e Lecco, circa 90'000 euro (altri 60'000 euro sono dovuti dalle province piemontesi di Novara e Verbano-Cusio-Ossola). Ma né Maroni né il suo omologo piemontese avevano poi effettivamente versato i soldi e quindi lo scorso 25 giugno l'assemblea annuale della Regio Insubrica era stata annullata, in attesa di chiarire il futuro della comunità di lavoro italo-svizzera. Perché senza risorse finanziarie non si può fare nulla.
Per cercare di sbloccare la situazione, negli scorsi giorni sono giunti in Ticino il sottosegretario della Regione Lombardia, Alessandro Fermi, e il presidente della Commissione speciale per i rapporti con la Confederazione elvetica, Francesca Brianza.
Lo riporta La Regione, spiegando che i due rappresentanti italiani hanno chiesto una rimodulazione del direttivo della Regio Insubrica: via le province, dentro le regioni.
Un avvicendamento che però trova l'opposizione delle cinque province interessate, così come del Ticino.
La soluzione potrebbe quindi essere quella di mantenere la rappresentanza delle province e aggiungervi quella delle regioni. Ma una decisione verrà presa solo in settembre. E intanto le casse della Regio Insubrica continuano a restare vuote...
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