
Il deputato PPD Fabio Regazzi rilancia oggi, con una mozione, la richiesta di introduzione del principio della rotazione dei dipartimenti e dei funzionari dirigenti. Il principio della rotazione dei dipartimenti è previsto, ma nella pratica questo non viene mai applicato. "Dal 1991 - ci dice Regazzi - cioè dall’accordo siglato sul Lago d’Orta, i dipartimenti sono rimasti incollati ai Consiglieri di Stato e ai rispettivi partiti". E "questa situazione impedisce, a nostro parere, una gestione efficiente e razionale delle risorse allocate ai dipartimenti". "Inutile inoltre nascondere - aggiunge Regazzi - che con una simile costellazione il ruolo dei funzionari dirigenti assume una valenza tale da poter condizionare in modo decisivo chi è chiamato a dirigere un dipartimento. Con una rotazione regolare dei dipartimenti, per esempio ogni due legislature, si favorirebbero la libertà d’iniziativa e d’azione dei Consiglieri di Stato e un controllo più efficace. "Questa proposta di riforma - prosegue Regazzi - punta anche al miglioramento dell’organizzazione dell’amministrazione pubblica. Siccome - lo si è già rilevato al punto precedente - con il blocco della rotazione dei dipartimenti si sono creati veri e propri “feudi” nella conduzione dei diversi ambiti, alla cui guida siedono da anni i medesimi funzionari, un miglioramento della qualità del management non può prescindere dalla rotazione dei funzionari dirigenti. Alfine di impedire “incrostazioni di potere”, si adotta il principio in base al quale i funzionari di alto livello devono ruotare dopo un determinato tempo (ad es. due legislature), cioè assumere una carica presso un’altra direzione generale". La mozione è firmata anche da Giovanni Jelmini, Paolo Beltraminelli, Claudio Franscella, Armando Boneff, Fabio Bacchetta Cattori, Luca Beretta Piccoli, Luigi Canepa, Filippo Gianoni e Fiorenzo Dadò.
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