
Due settimane fa il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi era tornato alla carica sul tema infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici con una nuova interrogazione al Consiglio federale, inoltrata in seguito alla risposta del Governo a un'altra sua interrogazione definita dallo stesso consigliere nazionale "deludente" (vedi articolo suggerito).
Nell'atto parlamentare, Regazzi aveva citato il caso delle Condotte Cossi e in data odierna il Consorzio ha replicato al deputato e presidente di AITI tramite un comunicato, che riportiamo:
"In riferimento alle dichiarazioni del Consigliere nazionale del Ticino, Fabio Regazzi, riportate da alcuni organi di stampa e relative a presunte infiltrazioni mafiose negli appalti pubblici in Svizzera che coinvolgerebbero anche il Consorzio Condotte-Cossi, si precisa che le affermazioni sono da ritenersi destituite di ogni fondamento".
"Il suddetto Consorzio, infatti, non è mai stato interessato da alcun procedimento giudiziario e pertanto le accuse del Consigliere Regazzi sono da considerarsi di estrema gravità oltreché lesive dell’onorabilità e della reputazione del presidente del Consorzio e dell’intero Gruppo Condotte".
"Si precisa infine che la società Condotte è stata interessata in passato da un procedimento giudiziario inerente le suddette dichiarazioni che ne ha accertato la completa estraneità, tanto da essersi costituita parte civile".
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