
Tra reciproci attestati di stima e soddisfazione per il risultato conseguito al termine di lunghi negoziati, la consigliera federale Doris Leuthard e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti italiano Maurizio Lupi hanno siglato oggi a Berna, nella cornice di casa von Wattenwyl, l'accordo riguardante il finanziamento delle opere in territorio italiano destinate ad adeguare il profilo delle gallerie al trasporto dei semirimorchi alti 4 metri sull'asse ferroviario del San Gottardo. L'intesa prevede un contributo da parte elvetica di 150 milioni di franchi a fondo perso per la linea su Luino, tra il confine di Stato e Gallarate/Novara, mentre da parte sua Roma investirà 40 milioni di euro per adeguare la tratta a sud di Chiasso e per la realizzazione di un terminal intermodale nella zona di Milano.
Un accordo che soddisfa i diretti interessati ma che suscita incomprensione nell'opinione pubblica, soprattutto alla luce dei precedenti "regali" all'Italia, che non sempre hanno permesso di ottenere i risultati sperati (vedasi Stabio-Arcisate). E in effetti, nei blog ma non solo, sono numerose le rimostranze per questa ennesima strenna, ritenuta immotivata.
"Leggo sfoghi e rabbia per il contributo (il regalo!!) che la Svizzera offre all'Italia per completare AlpTransit a sud dei nostri confini" commenta su Facebook il consigliere nazionale Marco Romano (PPD). "Capisco pienamente quanto scrivete, l'atteggiamento italiano è esattamente l'opposto, troppe cose non funzionano e sono bloccate in questo momento (!!)."
"E' veramente necessario il contributo all'Italia?" chiede Romano. "Purtroppo dico di sì, non stiamo sbagliando, perché senza queste vie di accesso e queste stazioni di trasbordo, avremmo camion e container stipati nel Mendrisiotto, a Bioggio e a Cadenazzo. Vi immaginate queste mega stazioni di trasbordo nel nostro Cantone già congestionato? Dove le dovremmo mettere? Meglio caricare sul treno le merci a sud del Confine che trovarsele davanti incolonnate in autostrada e vederle transitare lungo le nostre Alpi. Ha un costo, ma si tutela la nostra terra..."
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