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Ticino
"Regalo all'Italia? Sì, ma tutela la nostra terra"
Redazione
13 anni fa
Marco Romano, in reazione alle critiche sui 150 milioni donati all'Italia, difende il contributo per il completamento di AlpTransit

Tra reciproci attestati di stima e soddisfazione per il risultato conseguito al termine di lunghi negoziati, la consigliera federale Doris Leuthard e il ministro delle infrastrutture e dei trasporti italiano Maurizio Lupi hanno siglato oggi a Berna, nella cornice di casa von Wattenwyl, l'accordo riguardante il finanziamento delle opere in territorio italiano destinate ad adeguare il profilo delle gallerie al trasporto dei semirimorchi alti 4 metri sull'asse ferroviario del San Gottardo. L'intesa prevede un contributo da parte elvetica di 150 milioni di franchi a fondo perso per la linea su Luino, tra il confine di Stato e Gallarate/Novara, mentre da parte sua Roma investirà 40 milioni di euro per adeguare la tratta a sud di Chiasso e per la realizzazione di un terminal intermodale nella zona di Milano.

Un accordo che soddisfa i diretti interessati ma che suscita incomprensione nell'opinione pubblica, soprattutto alla luce dei precedenti "regali" all'Italia, che non sempre hanno permesso di ottenere i risultati sperati (vedasi Stabio-Arcisate). E in effetti, nei blog ma non solo, sono numerose le rimostranze per questa ennesima strenna, ritenuta immotivata.

"Leggo sfoghi e rabbia per il contributo (il regalo!!) che la Svizzera offre all'Italia per completare AlpTransit a sud dei nostri confini" commenta su Facebook il consigliere nazionale Marco Romano (PPD). "Capisco pienamente quanto scrivete, l'atteggiamento italiano è esattamente l'opposto, troppe cose non funzionano e sono bloccate in questo momento (!!)."

"E' veramente necessario il contributo all'Italia?" chiede Romano. "Purtroppo dico di sì, non stiamo sbagliando, perché senza queste vie di accesso e queste stazioni di trasbordo, avremmo camion e container stipati nel Mendrisiotto, a Bioggio e a Cadenazzo. Vi immaginate queste mega stazioni di trasbordo nel nostro Cantone già congestionato? Dove le dovremmo mettere? Meglio caricare sul treno le merci a sud del Confine che trovarsele davanti incolonnate in autostrada e vederle transitare lungo le nostre Alpi. Ha un costo, ma si tutela la nostra terra..."

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