
Il Comitato cantonale de I Verdi del Ticino ha deciso di sostenere, all'unanimità, il referendum contro la riforma cantonale fiscale e sociale, presentata lo scorso 18 settembre dal Consiglio di Stato. Secondo il movimento ecologista la riforma avrà importanti conseguenze finanziarie visto che prevede "una vasta gamma di regali fiscali soprattutto agli alti redditi e perdite milionarie per le collettività che dovranno verosimilmente essere colmate con tagli alle prestazioni o aumenti di imposte per le persone fisiche".
Conseguenze che, sottolineano i Verdi in una nota, "rischiano di essere enormi e avranno importanti risvolti per l’intero Cantone, le città e i comuni: a partire dal 2020 la perdita minima di gettito fiscale è per il Cantone di 30.1 milioni e per i Comuni di 22.4 milioni".
I Verdi ritengono che con questa riforma alle città e ai comuni mancheranno le risorse necessarie per garantire il benessere sociale in termini di infrastrutture e servizi. E alla fine, termono i Verdi, "saranno le persone fisiche, i salariati e la classe media che dovranno passare alla cassa, con aumenti fiscali, nuove tasse e diminuzioni delle prestazioni alla popolazione".
Per i Verdi è invece fondamentale premiare soltanto le imprese più virtuose e con impronta ecologica bassa. Per questo motivo hanno deciso di sostenere il referendum contro la riforma.
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