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Ticino
Referendum sul sacco e "la storiella che fa risparmiare"
Referendum sul sacco e "la storiella che fa risparmiare"
Referendum sul sacco e "la storiella che fa risparmiare"
Redazione
10 anni fa
Il Mattino esplicita nel dettaglio quali sono i motivi per cui alcuni colonnelli hanno deciso di lanciare la raccolta firme

Negli scorsi giorni alcuni colonnelli della Lega dei Ticinesi hanon lanciato ufficialmente il referendum contro la nuova tassa cantonale sul sacco dei rifiuti, approvata dal Gran Consiglio. Un'opposizione ovviamente delicata, dato che va a sconfessare una decisione di un proprio esponente nel Governo, ossia Claudio Zali.

Oggi il movimento di Via Monte Boglia spiega nel dettaglio, su Il Mattino della domenica, i suoi argomenti a sostegno della raccolta firme.

Viene innanzitutto sottolineato che si tratta di una - citiamo - "tassa antisociale, che colpisce indipendentemente dal reddito e quindi pesa di più sul ceto medio e medio-basso. Esso grava in particolare sulle famiglie con figli piccoli e sugli anziani, poiché producono più ri­fiuti".

Sul domenicale si legge poi: "Il consigliere di Stato Zali ci scuserà, ma alla storiella della tassa sul sacco che fa­rebbe risparmiare non ci crediamo. Semplicemente, i Comuni che già hanno la tassa di base vi aggiunge­ranno la tassa sul sacco, senza per que­sto diminuire la tassa di base. Quindi il cittadino avrà una doppia imposizione. A tassa si aggiungerà tassa". Viene poi esplicitato che per i cittadini di Lugano, che al momento non pagano né tasse di base né tassa sul sacco (e secondo i più è proprio questo il tema che ha convinto i Bignasca a far scattare il referendum), "la 'pillola' netta sarà di oltre 200 franchi annui per nucleo familiare".

La Lega ricorda poi che il rapporto di maggioranza del PLR Giorgio Galusero prevede che i co­muni siano tenuti a correggere l’impo­sizione sul pattume già esistente solo se la copertura totale, con la nuova tassa sul sacco cantonale, dovesse su­perare il 100% dei costi di raccolta e smaltimento rifiuti. "Visto che i co­muni che attualmente hanno solo la tassa di base non coprono con essa la totalità dei costi, aggiungendo la tassa sul sacco aumenteranno semplice­mente il proprio grado di copertura. E al cittadino non faranno alcuno sconto!", sottolinea il movimento.

Viene poi puntato il dito contro l'argomento secondo il quale la tassa sul sacco sia da approvare per esigenze di le­galità. "Sappiamo bene – si legge sul Mattino - che sono tanti i Cantoni in cui la copertura dei costi di raccolta e smaltimento della mon­nezza tramite tasse causali è inferiore al 70% prescritto dalla giurisprudenza federale. Il Ticino è quindi ben lungi dall’essere l’unico Cantone-ca­naglia. Al contrario, è in buona e nu­merosa compagnia. Di conseguenza, non c’è alcuna fretta di fare i primi della classe per mettersi in regola".

Infine, sulla questione della raccolta se­parata, la Lega scrive che oggi i ticinesi sono già suffi­cientemente sensibilizzati in materia di separazione e di riciclaggio: "Lo fanno già, senza bisogno di ulteriori balzelli. Se poi si vuole promuovere ancora di più la separazione del rüt, non saremo di certo noi ad opporci; ma che lo si faccia senza mettere le mani nelle ta­sche della gente".

La tassa cantonale sul sacco è realtà. Il Gran Consiglio ticinese (46 voti favorevoli, 18 contrari ed 15 astenuti) ha accolto martedì il rapporto di maggioranza di Giorgio Galusero (PLR). La tassa è stata sostenuta da PLR, PS, Verdi, MPS-PC e Montagna Viva. PPD, Lega e La Destra appoggiavano invece il rapporto di minoranza di Maurizio Agustoni (PPD) che voleva lasciare ai comuni un margine di autonomia più ampio

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