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Ticino
Referendum obbligatorio: “Inutile e controproducente”
Redazione
5 anni fa
Il comitato contrario ha esposto i suoi argomenti contro l’iniziativa “Basta tasse e spese” e il controprogetto del Gran Consiglio, in votazione il prossimo 26 settembre

Il prossimo 26 settembre i ticinesi dovranno decidere se introdurre nella Costituzione il principio del referendum finanziario obbligatorio. La modifica costituzionale, lanciata nel 2017 dall’iniziativa “Basta tasse e spese, che i cittadini possano votare su certe spese cantonali”, prevede di portare in votazione tutte le spese oltre una certa entità: per spese singole fino a 20 milioni di franchi e per spese annuali di 5 milioni per almeno quattro anni. Il controprogetto elaborato da una maggioranza del Parlamento, sul quale si va anche a votare il prossimo 26 settembre e che prevede l’introduzione di un referendum finanziario indiretto, prevede cifre diverse: 30 milioni per le spese singole e 6 milioni per quelle annuali per almeno 4 anni. Si va inoltre alle urne solo se un terzo del Gran Consiglio e almeno 25 deputati sostengono il referendum.

A detta dei contrari - rappresentati dai sindacati Vpod e Ocst e le associazioni del settore socio-sanitario, che oggi a Bellinzona hanno esposto i loro argomenti contro entrambe le proposte - questo strumento potrebbe indebolire il settore sociosanitario e andrebbe a scapito del miglioramento di alcuni servizi essenziali, che sono già stati elaborati e studiati in modo approfondito dal Governo e dal Parlamento. Inoltre, in caso di dissenso, i cittadini hanno già la possibilità di organizzare una raccolta firme e bloccare una spesa controversa. “Abbiamo già la possibilità di fare dei referendum abrogativi nel caso in cui ci sono iniziative che non vanno bene”, spiega Silvia Rossi, presidente dell’associazione Sanità-Socialità-Scuola, ai microfoni di Teleticino. “La modifica porterà i cittadini a doversi esprimere su diversi oggetti, particolari e tecnici, che probabilmente non susciterebbero l’interesse di tutti”.

“I soldi vengono sempre a mancare nel settore socio-sanitario”, aggiunge Luzia Mariani-Abächerli, presidente dell’Associazione Svizzera Infermiere e Infermieri sezione Ticino. “Si parla sempre delle spese del personale, però i soldi vengono spesi in altri ambiti e in mezzo ci va la salute di tutti”. Per il comitato contrario si tratta dunque di una chiamata alle urne obbligatoria “inutile e controproducente”.

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