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Recluta abusata, Gobbi: "Tolleranza zero"
Recluta abusata, Gobbi: "Tolleranza zero"
Recluta abusata, Gobbi: "Tolleranza zero"
Redazione
8 anni fa
Anche il direttore del DI condanna quanto avvenuto ad Emmen: "Situazioni marginali che non vanno minimizzate"

Ci sono storie che solo raccontate attraverso un video mostrano tutta la loro spietatezza e assurdità. Storie di umiliazioni e nonnismo come quella diffusa ieri dalla RSI: una giovane recluta ticinese presa a sassate dai compagni germanofoni ad Emmen, nel Canton Lucerna, tutto rigorosamente filmato e diffuso. E su cui è stata aperta un’istruttoria preliminare (vedi articoli suggeriti).

Un caso condannato dallo stesso Dipartimento federale della difesa su Twitter, che annuncia la visita del capo dell’Esercito. Dello stesso avviso il consigliere di Stato Norman Gobbi. "Sono comunque situazioni marginali che però non devono essere minimizzate perché ne va della dignità del cittadino soldato e mettono in negatività l’immagine dell’Esercito".

E le reazioni di sdegno non si sono fatte attendere. Come quella del SISA che da qualche anno ha aperto un servizio apposito di consulenza alle reclute. "I casi che giungono da noi sono diversi. E poi spesso prevale l’omertà. Infatti il caso di Coira è stato denunciato da un altro milite", ha affermato il cordinatore del SISA Rudy Alves ai microfoni di TeleTicino. Non è infatti la prima volta che la giustizia militare indaga sulle pratiche dell’Esercito. Gobbi parla di un paio di denunce all’anno. Come quella dello scorso gennaio da parte di una recluta di Coira, appunto. Ma per il SISA non basta. "È altrettanto inaccettabile che sia la giustizia militare a indagare, dovrebbe essere un’istanza esterna a valutare il caso in maniera opportuna".

Racconti che ancora una volta ci mettono di fronte al fatto di essere una minoranza linguistica. "Questa è una delle preoccupazioni che portiamo avanti - ha dichiarato il direttore del DI - In generale evidenziamo dove non ci sono degli istruttori ticinesi che possono essere un punto di riferimento per queste reclute. Cerchiamo quindi di mandare i ticinesi nella difesa con l’artiglieria, nella sicurezza con la fanteria, e nell’aiuto in caso di catastrofi col salvataggio".

E qui il SISA rilancia: occorre facilitare il passaggio dal servizio militare a quello civile. Non restringere i parametri, via intrapresa a livello federale per garantire un numero sufficiente di militi. "Noi riteniamo che ci debba essere un servizio di difesa e un obbligo di servire votato dal popolo. L’esercito si sta adoperando proprio per rendere più compatibile il militare con gli studi e più attrattivo. Come l’offerta per i cyber soldati", ha concluso Gobbi.

Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45

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