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Ticino
'Rebelllion week', seconda lettera al Governo
'Rebelllion week', seconda lettera al Governo
'Rebelllion week', seconda lettera al Governo
Redazione
7 anni fa
Dopo avere scritto a Claudio Zali, oggi il coordinamento per lo sciopero del clima si è rivolto a Manuele Bertoli

Nel corso della ‘Rebellion week’, lanciata ieri dal coordinamento cantonale per lo sciopero per il clima con lo scopo di incoraggiare il Governo ad intraprendere dei provvedimenti in favore del clima, verranno indirizzate una lettera al giorno a un consigliere di Stato per sensibilizzare il Governo sulle questioni e i problemi inerenti alla crisi climatica.

Dopo la missiva inviata ieri al direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, oggi la seconda lettera è stata inoltrata al direttore del dipartimento dell'Educazione, della Cultura e dello Sport Manuele Bertoli. Durante questa settimana è stato organizzato un sit-in della durata di 96 ore, che si concluderà venerdì con la consegna dell'ultima lettera. Questa azione ha lo scopo di mantenere alta l'attenzione mediatica sulla questione climatica e di dare più visibilità alle lettere scritte dal coordinamento. 

Di seguito il testo completo della lettera:

"Onorevole signor Consigliere di Stato,

con la presente vorremmo richiamare l’attenzione del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport sulle questioni e i problemi inerenti alla crisi climatica, affinché vengano emanati dei provvedimenti concreti e puntuali per risolvere localmente le questioni legate al clima e all’ambiente. Risulta evidente che il ruolo da Lei ricoperto si trova in una posizione favorevole per garantire un vero cambiamento di paradigma sia nella politica scolastica che nella politica nel suo insieme. L’educazione è uno dei tasselli fondamentali che sorreggono la nostra società e in quanto tale riveste un compito fondamentale nella formazione delle cittadine e dei cittadini. Per questo motivo Le chiediamo di intervenire sui piani di studio di tutti gli ordini scolastici, introducendo una “educazione ambientale e climatica”, con lo scopo di educare i discenti al rispetto dell’ambiente, del clima e delle risorse.

Con un approccio interdisciplinare, senza perciò inserire l’ennesima micromateria, il potenziale di questa educazione assume dei connotati complessivi e sistemici: è necessario che le allieve e gli allievi sappiano interpretare il fenomeno sia da un punto di vista scientifico che socio-economico e politico. L’introduzione di questo tema concretizzerebbe il ruolo dell’istruzione pubblica nell’educazione rivolta all’ambiente e sarebbe conforme all’art. 2 cpv. 2 della Legge della scuola, la quale asserisce al punto b): “(La scuola) sviluppa il senso di responsabilità ed educa alla pace, al rispetto dell’ambiente e agli ideali democratici ”.

All’interno di questo percorso formativo, in sintonia con il normale svolgimento delle lezioni, sarebbe importante affrontare tutti gli aspetti centrali della questione climatica, a partire dall’odierno ordinamento economico fino agli aspetti più puntuali come l’alimentazione. Il settore principalmente responsabile delle emissioni di CO2 in Svizzera è quello dei trasporti,1 per questo motivo riteniamo necessaria una collaborazione con il DT, al fine di promuovere un trasferimento casa-scuola più efficace ed ecologico.

Formuliamo perciò le seguenti richieste:

1. potenziare le vie ciclabili ed implementarne di nuove lungo i principali assi che collegano le scuole ai centri residenziali;2. prevedere un potenziamento dei progetti Pedibus, mettendo a disposizione più risorse finanziarie e umane; e3. rendere gratuito l’abbonamento Arcobaleno per tutti giovani in formazione (oggi il costo dell’abbonamento è di 100.-, offerta che vale unicamente per i discenti i quali frequentano la scuola media e abitano a 20-25 minuti dalla sede scolastica);4. fare pressione sulle FFS affinché riducano drasticamente il prezzo dei biglietti per le uscite a scopo formativo (fino a renderle gratuite).

È oltremodo necessario che il Dipartimento intervenga nell’edilizia scolastica e nella refezione con lo scopo, come enunciato dalla petizione “Ticino: fai la tua parte per salvare il clima” corroborata da oltre 4300 firme, di rendere più efficienti gli edifici da un punto di vista energetico e di ridurre la produzione di rifiuti. Affinché vi sia una politica climatica coerente, vi presentiamo le seguenti proposte:

1. Nell’ambito del “Master Plan DECS 2015/2031” prevedere un’edilizia conforme agli standard Minergie, che contempli l’implementazione di pannelli solari sugli edifici;2. prevedere nella refezione scolastica l’uso privilegiato di prodotti locali e menù più sostenibili da un profilo ambientale e climatico;3. sempre nel settore della refezione ridurre drasticamente l’uso della plastica per imballare gli alimenti e utilizzare alternative ecosostenibili e biodegradabili;4. rimuovere i distributori automatici nel sedime scolastico e potenziare le caffetterie al fine di compensare la mancanza del servizio automatico.

Chiediamo inoltre che il Consiglio di Stato dichiari con urgenza lo stato di emergenza climatica ed elabori una tabella di marcia sulla falsa riga di quando da noi proposto. In generale risulta evidente che la politica debba intervenire con urgenza per evitare la catastrofe climatica verso la quale ci stiamo dirigendo. Ci aspettiamo perciò che le nostre proposte vengano prese in considerazione da parte del Suo Dipartimento e auspichiamo che, nell’ambito del suo ruolo governativo, continui a promuovere le nostre rivendicazioni dinanzi ai Suoi colleghi, anche nelle questioni che non concernono il Suo Dipartimento."

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