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Ticino
“Reazioni prevedibili, ma sono tranquillo”
Redazione
5 anni fa
Marco Borradori parla dopo la manifestazioni di ieri, che ha letteralmente sfilato sotto casa sua, oltre che del delicato momento in Città. E sulla denuncia: “Collaboreremo con il Ministero pubblico, siamo tranquilli”

Centinaia di molinari ieri sera sono arrivati sotto la casa del sindaco Marco Borradori, lanciando insulti contro il diretto interessato. Una rabbia dettata dalla demolizione dell’Ex Macello, casa dell’autogestione che ora si ritrova per strada. All’indomani della protesta, i colleghi di Radio 3i hanno raggiunto il sindaco (che al momento della manifestazione non era a casa) per capire come ha vissuto questa situazione inedita.

Ieri sera nuova manifestazione, con una marcia fin sotto casa sua. È preoccupato?
“Diciamo che queste reazioni erano prevedibili, quindi non sono sorpreso così come non mi ha sorpreso quella, annunciata, di sabato prossimo. In ogni caso vale quanto valeva la settimana scorsa: se la manifestazione non autorizzata sfocerà in violazioni della legalità di qualche tipo questo non sarà tollerato. Questo dev’essere molto chiaro”.


Sta facendo molto discutere la demolizione di sabato notte perché è arrivata senza averne parlato in seduta né con tutti i colleghi di Municipio. Lei che si sente di dire su questo fronte?
“Quello che ho già detto. Noi abbiamo ricevuto in serata una richiesta della polizia cantonale di nulla osta per procedere alla demolizione di una parte dell'ex Macello quale misura urgente a tutela della sicurezza, per prevenire situazioni di pericolo per l’incolumità fisica. Si trattava di una parte dello stabile non sottoposta a tutela comunale né cantonale, la cui demolizione era già stata prevista nell'ambito del progetto di riqualifica dell'area, entro i prossimi due o tre anni. Considerato che la polizia ha detto che si trattava di una questione di sicurezza da loro ritenuta necessaria sulla base della situazione contingente, il Municipio ha aderito e ha dato il suo nulla osta. Le forze dell'ordine hanno gestito tutta l’operazione e l’hanno condotta al meglio, e con questo intendo senza nessun danno alle persone, dimostrando di meritare la fiducia che avevamo riposto in loro. Come dicono anche i miei colleghi, se avessimo avuto più tempo per decidere sarebbe stato meglio, ma il tempo non c'era e abbiamo preso quella decisione”.

Non sono mancate le reazioni politiche, tra le quali una denuncia dei Verdi... la legislatura inizia in salita?
“La legislatura inizia come si pensava dovesse iniziare: c’era all'orizzonte un tema importante, quello della procedura di sgombero dell'ex Macello, avviata in marzo a seguito di ripetute infrazioni della legge, fra cui episodi di violenza contro persone e danni a immobili pubblici e privati. Non era previsto uno sgombero per sabato, ma la deriva della manifestazione con l'occupazione dello stabile dell'ex Vanoni lo ha determinato. Occupare una proprietà privata è una violazione grave: che sia a scopo dimostrativo come hanno detto dopo gli autogestiti non cambia niente, non si poteva far altro che intervenire, senza contare che anche i proprietari si erano già fatti avanti con una denuncia e con la ferma richiesta di essere tutelati nei loro diritti. Quindi quanto accaduto non era previsto, né lo sgombero né tanto meno la demolizione, scenario di polizia a noi sconosciuto, pensi che forse un po' ingenuamente sabato pomeriggio eravamo molto contenti e anche un po’ sollevati, fiduciosi nella possibilità di aprire un dialogo nonostante tutto”.

In diversi hanno però sottolineato le irregolarità della procedura, con tanto di denuncia penale su cui dovrà esprimersi il Ministero pubblico. Siete preoccupati? Avreste agito in modo diverso?
“Come detto la nostra decisione ha dovuto essere molto repentina. Ora attendiamo fiduciosi l'esito dell'inchiesta del Ministero pubblico con cui collaboreremo. Certo non è mai bello ricevere una denuncia penale ma se così dev’essere così sia: vedremo l'esito, io lo aspetterò con tranquillità”.

Ora, da più parti, si auspica il dialogo che però non decolla. Tra le ipotesi più accreditate per una sistemazione alternativa spunta quella dell’ex depuratore di Cadro...
“In realtà non è da ieri che stiamo cercando un'ubicazione alternativa, ma da settimane se non da mesi: quando abbiamo iniziato la procedura giuridica per arrivare allo sgombero siamo ripartiti anche con la ricerca di un sito accessibile e ragionevole: non in cima al Monte Boglia o in fondo alla Val Colla ma in una zona servita dai trasporti pubblici e dove si possono anche fare eventi senza necessariamente disturbare la quiete pubblica. C’è una sede più accreditata delle altre che potrebbe costituire il perno di un dialogo. La questione è ancora da approfondire sotto vari aspetti, ma per fare ciò bisogna essere in due per dialogare o confrontarsi: vedremo se c’è questa disponibilità. Superati questi giorni convulsi e tesi il Municipio potrebbe ancora essere disponibile, vedremo cosa fa l’altra parte”.

L’intervista integrale dei colleghi di Teleticino

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