
Nel 2014 la Sezione dei reati contro l’integrità delle persone (SRIP) della Polizia cantonale ha aperto 34 incarti per atti sessuali con fanciulli, 14 per coazione sessuale, 15 per violenza carnale e 32 per violazione del dovere di assistenza o educazione. Sono solo alcuni dei casi presi a carico dal servizio specialistico della Polizia cantonale che più in generale si occupa di inchieste relative a maltrattamenti e abusi sessuali nei confronti dei minori, di reati sessuali commessi contro gli adulti e di maltrattamenti e abusi sessuali nei confronti delle altre fasce deboli della popolazione, ossia gli anziani e i diversamente abili.
Nel corso degli ultimi anni, una serie di modifiche legislative ha cambiato i presupposti sui quali era basato il lavoro degli agenti della SRIP. Fino a qualche anno fa, infatti, la Sezione poteva contare sul supporto immediato da parte dei consultori sia nella presa a carico psico-sociale delle vittime di reato 24 ore su 24, sia nell’ambito delle audizioni di minori dove intervenivano quali specialisti. La nuova Legge federale concernente l’aiuto alle vittime ha tuttavia comportato la soppressione di questi importanti servizi d’appoggio specialistico e d’urgenza per la Polizia cantonale.
A questa lacuna nell’intervento d’urgenza alle vittime ha sopperito, in questi anni, l’intervento degli agenti della SRIP. Ora, grazie alla volontà e all’intervento del Consigliere di Stato Norman Gobbi, supportato dal Comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, è stato posto rimedio a questa situazione insoddisfacente: la scorsa settimana il Consiglio di Stato ha infatti approvato un suo progetto pilota finalizzato alla tutela e al supporto delle vittime di reato, in collaborazione con Rete operativa SA.
Grazie a questo progetto, le vittime potranno contare sull’intervento tempestivo di professionisti qualificati in ambito psico-sociale in grado di gestire anche situazioni urgenti fuori orario e di svolgere le altre mansioni specialistiche. In questo modo, gli agenti della SRIP potranno concentrare tutte le loro risorse sull’accertamento dei fatti e la ricerca degli autori. Con questa soluzione è stata colmata una grave lacuna nel sostegno d’urgenza delle vittime di reato, minori in particolare. Perché non si può rimanere indifferenti davanti a queste tragiche situazioni.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

