
Dopo un 2008 particolarmente intenso, soprattutto in relazione alle truffe dei falsi nipoti, è tempo di bilancio per il 2009 per la Sezione reati economici e finanziari della Polizia cantonale. “Il 2009 – spiega a Radio 3iii il commissario capo Edy Maspoli - è stato un anno di transizione. Abbiamo lavorato molto, soprattutto in supporto ai magistrati, ma non abbiamo avuto il numero di casi degli anni precedenti”. E così in calo, in particolare, le denunce per reati a danno di anziani (si ricorderanno le modalità dei cosiddetti falsi nipoti), grazie all'opera di sensibilizzazione ma soprattutto al successo di alcune indagini. 100 comunque le denunce trattate, 50 le persone arrestate. Spicca nel bilancio annunale anche il fenomeno noto a livello internazionale come "rip deal". Nel 2009 sono stati denunciati tre casi, commessi a Bellinzona (e le manette sono scattate ai polsi di 5 persone), rispettivamente a Lugano e a Chiasso; hanno fruttato agli autori oltre 4 milioni e mezzo di franchi in valuta estera e preziosi. “E’ una truffa - spiega Edy Maspoli - che esige un’organizzazione complessa e composta da più persone, di carattere internazionale e mira a bottini importanti. La vittima è spesso una persona facoltosa che vuole vendere un immobile o qualcosa di molto caro. Le trattative possono durare anche mesi. E si concludono con uno scambio di denaro: la vittima consegna soldi veri e riceve carta straccia. E quando se ne rendo conto è troppo tardi”. Importanti le cifre legate alle inchieste riconducibili a indebiti profitti milionari: 23 milioni a danno della BSI Italia ( con 3 arresti) ; gli illeciti per alcune decine di milioni commessi dai responsabili della Abilfida di Lugano (4 le persone tratte in arresto) ; il dissesto della Aston Bank di Lugano dovuto ad operazioni per circa 20 milioni (anche in questo caso le manette sono scattate per 4 persone). Sul fronte della falsa moneta, il dato è sensibilmente inferiore rispetto agli anni scorsi (150 casi), grazie in particolare alla diminuzione dello spaccio presso le case da gioco. “Ma si tratta soprattutto di banconone fai da te”, conclude Maspoli.
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