
Ventisette. È il numero di episodi di discriminazione segnalati lo scorso anno al Centro per la Prevenzione delle discriminazioni (CPD). Per la maggior parte dei casi si è trattato di episodi di razzismo e xenofobia. In Ticino, viene spiegato nel comunicato, questi casi si sono verificati “soprattutto nell’ambito del lavoro, in particolare del settore terziario”. Ospite di Ticinonews, Mariaelena Biliato, responsabile del CPD, ha specificato che diverse segnalazioni riguardavano “disparità di trattamento, ovvero persone che si sono viste rifiutare dai servizi o si sono sentite trattate in maniera diversa da quello che si aspettavano per il fatto di essere straniere e avere un passato migratorio”.
Un fenomeno trasversale
“Dai dati che abbiamo raccolto”, ha continuato Biliato, “il fenomeno apparare trasversale. Non sembra ci sia meno discriminazione tra i più giovani. Il bullismo e il razzismo riguardano anche i ragazzi, non solo gli adulti”.
L’esempio
“Lo scorso anno una persona si è rivolta al nostro servizio perché, nell’ambito della ricerca di un impiego, aveva ricevuto un consiglio: non scrivere di provenire da un altro paese in modo da non sembrare straniera e avere più possibilità di entrare nel mondo del lavoro. Noi abbiamo ascoltato la sua testimonianza e in seguito abbiamo cercato un dialogo con le parti coinvolte in modo da rendere presente che questa persona si era sentita umiliata e discriminata. Tramite la mediazione siamo riusciti a far sì che questa persona non dovesse più rinunciare alla sua identità per entrare nel mondo del lavoro”.
Uno spazio in cui trovare ascolto
“Per contattarci è possibile chiamare, venire di persona, scrivere una mail o tramite i canali social”, ha spiegato la responsabile del CPD. “Per prima cosa offriamo uno spazio di ascolto libero da pregiudizi e giudizi, uno spazio confidenziale. Le persone possono venire da noi anche solo per raccontare quanto visto o vissuto. Abbiamo avuto dei familiari di alcune vittime che si sono rivolti a noi. In seguito, a dipendenza di quello che la persona desidera fare, cerchiamo di capire come intervenire, magari tramite una mediazione o una consulenza legale”.
La lotta alla discriminazione
Negli ultimi anni sono stati fatti diversi sforzi da parte di autorità e associazioni per combattere il fenomeno della discriminazione, ma quali sono i risultati? “I casi continuano ad aumentare a livello numerico. Questo, secondo noi, non significa che il razzismo sia un fenomeno in crescita, ma che le segnalazioni da parte delle vittime sono in aumento. Le persone sono più consapevoli di questo tipo di discriminazione e cercano di parlarne maggiormente. È un segnale positivo, mostra la volontà di voler cambiare e migliorare”.

