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Ticino
Ratti: 'Federalismo alla deriva'
Redazione
17 anni fa
L'economista Remigio Ratti denuncia la deriva del federalismo elvetico, "sempre più competitivo" che mette "a dura prova l'integrazione politica delle minoranze"

Mentre la discussione sulla presenza latina e svizzeroitaliana in Consiglio federale si fa più animata in vista dell'elezione del successore di Pascal Couchepin, l'associazione "Coscienza svizzera" ha oggi animato una giornata di riflessione sulle potenzialità e sulla situazione della terza Svizzera. A Berna ha riunito intellettuali delle tre maggiori regioni linguistiche.Membri di "Coscienza svizzera", un "think tank" della e sulla Svizzera italofona, il politologo Oscar Mazzoleni e l'economista Remigio Ratti, hanno denunciato la deriva del federalismo elvetico, "sempre più competitivo". Questa evoluzione mette "a dura prova l'integrazione politica delle minoranze culturali e linguistiche" del Paese, hanno affermato i due ticinesi in una conferenza stampa.Joëlle Kuntz, pubblicista ed editorialista al quotidiano ginevrino "Le Temps" ha messo in guardia dalle tendenze che vorrebbero che in Svizzera si sostituisca "il principio di uguaglianza tra le culture a quello del numero dei loro appartenenti, grazie al quale il gruppo più ampio ottiene anche un maggior numero di rappresentanti".Dal canto suo, lo storico dell'università di Basilea Georg Kreis ha invitato il mondo scientifico ha giocare il proprio ruolo occupandosi della attualissima questione dell'identità. "Si parla di identità soprattutto quando ci si sente messi in discussione e quando si vuole ottenere qualcosa", dice, facendo riferimento agli attriti tra Svizzera italofona e quella nordalpina.ATS

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