
La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) ha pubblicato oggi il rapporto annuale riguardante l’esecuzione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone, che prende in esame l’anno 2014. Questa importante analisi periodica fornisce una panoramica sul quadro d’applicazione di queste fondamentali misure – su cui il DFE continua a puntare con forza per tutelare al meglio il mercato del lavoro ticinese – cogliendo al contempo l’occasione per una lettura attenta e critica delle valutazioni svolte a livello federale.
La SECO è stata resa attenta, a più riprese, sull’importanza che questo tipo di rapporto riveste per l’opinione pubblica ticinese. Il rapporto fornisce un quadro generale della situazione a livello nazionale, con alcune considerazioni specifiche riferite ad alcune realtà regionali.
Dal rapporto della SECO emerge che il Ticino è tra i Cantoni più attivi nell’esecuzione delle misure di accompagnamento e sfrutta tutti gli strumenti che queste ultime mettono a disposizione, sia nell’ambito dei controlli dei prestatori transfrontalieri di servizio (indipendenti e distaccati), sia nell’ambito del mercato del lavoro.
Per questo motivo, il nostro Cantone ha già espressamente ribadito di aver preso atto, con rammarico, della decisione di sospendere – fino al termine dell’implementazione del nuovo art. 121a della Costituzione federale – il progetto di ottimizzazione delle misure di accompagnamento, salvo la misura che chiedeva di aumentare il limite massimo delle sanzioni amministrative da 5'000 a 30'000 franchi.
Evoluzione del numero di persone notificate in Svizzera e in TicinoA livello generale, segnaliamo che il numero di persone notificate in Svizzera nel 2014 è solo lievemente superiore (+1%) al dato del 2013. Da diversi anni assistevamo invece ad importanti tassi di crescita. Il numero di giornate lavorative delle persone notificate ha fatto registrare un calo, il primo da 5 anni a questa parte, nell’ordine del -3.8%. Per il nostro Cantone – i cui dati non sono, tuttavia, presenti nel rapporto – il tasso di crescita delle persone notificate è stato del 4.2%. In controtendenza il numero di persone notificate nel settore edilizio, che hanno fatto registrare un calo del 4.7%. Il numero di giorni lavorativi, come per il dato nazionale, è calato anche in Ticino, con una diminuzione del 5.1%, più marcata considerando il solo settore edilizio, per il quale il calo è stato del 10.2%. Il numero di giorni lavorativi è utile per calcolare la stima dei posti di lavoro in equivalenti a tempo pieno delle persone notificate, che per la Confederazione corrisponde allo 0.6% (0.7% nel 2013) del totale degli addetti equivalenti a tempo pieno (ETP) in Svizzera, mentre in Ticino il tasso si attesta all’1.6% (1.7% nel 2013).
Controlli sul mercato del lavoro concernenti i datori di lavoro svizzeriLa SECO si è posta l’obiettivo di controllare, a livello nazionale, tra il 2 ed il 3% del totale dei datori di lavoro svizzeri. In Ticino la quota di aziende controllate è ampiamente superiore al minimo richiesto da Berna. Il nostro Cantone è, infatti, quello con il tasso più alto di ditte controllate, con una percentuale del 17%.
Nel nostro Cantone, il 12% dei datori di lavoro svizzeri controllati ha fatto registrare situazioni di abuso, mentre tra i lavoratori il tasso di abusi sale al 15%. Una quota importante di questi abusi si registra tra i lavoratori frontalieri.
I controlli sono pianificati nei settori in cui si ritiene che il rischio di pressione sui salari e di sostituzione di manodopera locale con lavoratori frontalieri siano maggiori. Non a caso, sul totale di 20 CNL adottati in tutta la Svizzera, 14 riguardano il Cantone Ticino. Ricordiamo, che un CNL viene introdotto dal Consiglio di Stato se in un settore o in una professione la Commissione tripartita accerta l’esistenza di dumping salariale.
Controlli riguardanti i lavoratori distaccatiI controlli sui lavoratori distaccati e sulle aziende che distaccano lavoratori in Svizzera sono aumentati sia a livello nazionale che in Ticino, con un incremento del 20.4% nel numero di aziende controllate e addirittura del 37% per quanto riguarda i lavoratori.
Un altro aspetto rilevante è quello della verifica sui salari dei lavoratori distaccati. In Ticino tale verifica è limitata ai settori in cui esistono dei minimi salariali, come ad esempio quello dell’edilizia. Le risorse disponibili, comunque limitate, vanno infatti concentrate laddove la constatazione di un’infrazione salariale può avere delle conseguenze concrete per il datore di lavoro inadempiente. Sono quindi da interpretare con prudenza i dati riguardanti i controlli sui salari dei distaccati.
Anche se non presenti nel rapporto, meritano una segnalazione i dati sull’aumento del numero di sanzioni emesse dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro preposto alla verifica delle condizioni salariali e di lavoro dei lavoratori distaccati, cresciute da 391 nel 2013 alle 494 del 2014, e il relativo numero di divieti a fornire prestazioni nel nostro paese, passato da 93 del 2013 a 140 per il 2014.
Anche le sanzioni per infrazioni alla procedura di notifica emesse dall’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro sono aumentate nel 2014, con un totale di 368, rispetto alle 359 dell’anno precedente. I relativi divieti a fornire prestazioni in Svizzera sono a loro volta aumentati, arrivando a 143 rispetto al totale di 53 dell’anno precedente.
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