Confine
Rapinese: "Abbiamo solo applicato una norma del codice stradale"
Redazione
23.02.2024 06:02

È il commento del sindaco di Como a seguito della vicenda che ha visto due ticinesi venir multate per infrazione del codice stradale. In assenza di denaro contate sono dovute tornare a piedi oltreconfine per prelevare.
La notizia inizialmente riportata dal portale QuiComo,
racconta di due ticinesi che hanno parcheggiato sulla corsia degli autobus
proprio a Ponte Chiasso. Tornati alla vettura, però, hanno trovato la polizia
che ha preteso il pagamento sul posto per poter riprendere l’auto. Non avendo
contanti, i due sono tornati in Svizzera a prelevare prima di poter ripartire
dalla cittadina di confine. Un altro esempio della cosiddetta “ricetta
Rapinese”, il sindaco di Como che da quando è stato eletto ha predicato la
tolleranza zero nei confronti dei ticinesi che infrangono le norme della
circolazione. Ticinonews lo ha quindi contattato per approfondire la questione.
“Un codice della strada finora attuato troppo poco”
“Quello che è successo è una prescrizione del nostro codice
della strada, finora attuato troppo poco”, spiega Rapinese. “Quando un veicolo
è immatricolato all’estero e viola una disposizione del codice della strada
(art. 207, al comma 3 viene sottolineato che in caso di mancato versamento
della cauzione stabilita si dispone il fermo amministrativo del veicolo
fintanto che non verrà adempiuto l’onere. Questo abbiamo fatto. Alle signore
che hanno violato il codice è stato chiesto di pagare, ma non avendo denaro con
loro, sono dovute tornare in Svizzera per prelevare. Una volta tornate con i
soldi sono rientrate in possesso dell’auto”. Rapinese ha poi voluto
sottolineare che “non è uno scandalo” e che “non è un atto contro gli svizzeri”.
“Avremmo fatto uguale con un’altra targa straniera. Inoltre, sono sicuro che tra
gli svizzeri vi sia un plauso per questa vicenda, perché voi avete una città
confinante che è seria, precisa e puntuale come un orologio svizzero”.
Prelevamento in Svizzera e non in Italia
Il mistero che tuttora aleggia riguarda il fatto che la
Signora non abbia prelevato in Italia. “Si sa che voi svizzeri siete attenti al
denaro, ed è un’altra cosa che vi invidio. Quando dico che siete un modello è
perché siete attenti ai soldi e lei ha quindi deciso di prelevare nel suo Paese.
A noi in fondo interessavano solo i soldi. Pensate se fosse arrivata dai
Grigioni quanto avremmo dovuto aspettare”, conclude divertito il sindaco di
Como.

