
Una rapina dopo l’altra. L’ultimo episodio è avvenuto a Magliaso: gli hanno legato le mani e i piedi, poi dopo essersi allontanati con poco meno di 10.000 franchi e alcune migliaia di franchi in orologi, hanno chiamato un amico per liberarlo. Stiamo parlando dei due rapinatori che sabato sera verso le 18.30 si sono presentati a casa del noto collezionista d’arte Paolo Morigi. E questo è solo l’ultimo episodio di una serie di rapine che da inizio 2009 si stanno moltiplicando in tutto il Ticino. Una situazione decisamente preoccupante, come ci conferma il responsabile della sezione rapine e furti della Polizia Cantonale, il commissario capo Stefano Malinverno. Lei è preoccupato? "Si - ammette Malinverno - perché a gennaio registriamo già una decina di rapine. Chiaramente, con questi numeri, la preoccupazione aumenta anche per le forze dell'ordine”. I furti sono realmente in aumento? "Si, in questo inizio d’anno c'è un sensibile aumento. Per contro nel 2008 c'è stata una diminuzione di circa il 20% delle rapine rispetto al 2007. Quindi possiamo pensare che sia un momento particolarmente difficile. Ma poi, visto che sono fenomeni ciclici, potrebbe anche capitare che alla fine del 2009 si tornerà sui valori di quella che oggi definiamo la normalità". Secondo lei i ticinesi sono più preoccupati del solito? "Secondo me si. Perché leggendo sui media che in questo periodo, praticamente a scadenza regolare, ci sono rapine …è chiaro che il timore aumenta". Quali contromisure adottare? "Prima di tutto bisogna rendersi conto che i famosi “bei tempi” sono finiti. Siamo in un periodo nel quale non si può più lasciare aperte le porte. Inoltre non si può più lasciare inosservati certi particolari: persone e macchine sospette, per esempio, dovrebbero essere segnalate alle forze dell'ordine tempestivamente. Così che noi si possa intervenire immediatamente". I sistemi d’allarme servono? “Gli allarmi antifurto sono sicuramente un deterrente, ma al contempo non sono la panacea per risolvere questo male". red
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