
I dati sono allarmanti: nel Mendrisiotto da inizio 2008 le rapine ai distributori di benzina sono state dodici, sette nel solo 2010. Ora l’OCST ha deciso di scendere in campo per tutelare le lavoratrici di questo settore. “Non è un mistero – scrive il sindacato - che la maggior parte della mano d’opera attiva presso le numerose stazioni di servizio, sia personale femminile e di conseguenza facili prede in balia di malviventi senza scrupoli. Inoltre, è un dato di fatto che durante le ore serali il pericolo per i lavoratori e le lavoratrici al fronte aumenti in modo esponenziale”. “In gran parte dei distributori – ci spiega il sindacalista Giorgio Fonio -, il personale è ridotto ai minimi termini, ossia molto spesso troviamo a un distributore una sola persona. L’OCST ha deciso di entrare in campo, perché queste rapine rappresentano un pericolo per l’integrità fisica e mentale delle lavoratrici. Ogni rapina infatti può rappresentare un pericolo per il personale impiegato e soltanto grazie al sangue freddo e alla capacità di gestire determinate situazioni si è potuto evitare che una rapina portasse a esiti drammatici”. Ieri sera i grandi distributori del Mendrisiotto hanno ricevuto una lettera dal sindacato, che questa mattina sta passando a tappeto tutti i distributori per sensibilizzare le dipendenti sulla situazione attuale. “Il sindacato – ci dice ancora Fonio - ha scritto ai grossi distributori di benzina del Mendrisiotto chiedendo che ci vengano fatte delle proposte concrete per migliorare la sicurezza. Ora spettiamo un cenno da parte loro”. “Noi chiediamo a queste aziende – termina il sindacalista - una presa di coscienza, chiediamo di rivalutare la situazione a livello impiegatizio, chiediamo di prendere delle misure concrete come quella di evitare d’impiegare solamente una persona all’interno di questi distributori. Inoltre abbiamo potuto constatare che in molti distributori non vi è un adeguato impianto di videosorveglianza. Ossia, la videosorveglianza è usata all’interno del negozio e non esternamente. Le ragazze ci chiedono anche di controllare il perimetro esterno”.
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