
Sono stati condannati ieri dalla Corte delle assise criminali di Lugano i due rumeni che lo scorso 30 gennaio entrarono nella casa di una 30enne disabile di Bellinzona, la fecero cadere e la rapinarono.
Una rapina che aveva terrorizzato la povera vittima, nei confronti della quale i due rumeni, un 36enne ed un 43enne, si erano inizialmente presentati come forze dell'ordine.
Poi, una volta riusciti ad entrare in casa, l'avevano gettata a terra e le avevano rubato computer e telefonino, affinché non potesse chiamare soccorso.
I due erano stati arrestati in serata, ubriachi, su un treno a Chiasso.
Ieri sono comparsi in aula davanti alla Corte presieduta dal giudice Mauro Ermani. Il 36enne è stato condannato a 16 mesi da scontare, mentre il 43enne a 10 mesi sospesi con la condizionale per tre anni. Quest'ultimo ha dichiarato di volersi recare subito in Germania per raggiungere la figlia e da lì tornare in patria.
"Due disperati senza arte né parte che hanno scelto la via peggiore per porre rimedio alla loro precaria situazione" li ha definiti il giudice Ermani, senza però dimenticare di evidenziare la grave colpa di aver approfittato della debolezza della loro vittima.
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