
Uno dei due giovani sospettati di aver messo a segno la rapina avvenuta a Ronco Sopra Ascona la notte dello scorso 31 luglio é tornato in libertà. Si tratta del 20enne del bellinzonese. Dopo 27 giorni passati dietro le sbarre, questa sera alle 20 il procuratore pubblico Andrea Pagani ha disposto la sua scarcerazione, dopo averlo interrogato per 6 ore circa. Il giovane, difeso dall’avvocato Gianluigi Della Santa, ha ribadito la sua estraneità ai fatti, negando di essere l’autore del furto avvenuto nella casa della 76enne Maria Bettè, che si trova in via Patrizia. Una versione dei fatti che sembra trovare conferma sia nei riscontri telefonici, sia nei risultati del DNA, giunti oggi sul tavolo degli inquirenti. L'inchiesta prosegue e l'accusa nei suoi confronti non é formalmente caduta. Rimane dietro le sbarre Il 21enne italiano, almeno per ora. Il giovane, che ha precedenti penali, era alla guida dell’auto rubata su cui, poche ore dopo la rapina, vennero rinvenuti un pasamontagna e una pistola giocattolo. Strumenti da rapina usati dai banditi che la sera del 31 luglio rischiarono di far morire soffocata Maria Bettè. Dopo averla imbavagliata con un asciugamano, i malviventi svuotarono dapprima un portafoglio contenente 5mila franchi. Poi tentarono di aprire la cassaforte. Gli inquilini di Maria li misero poi in fuga. Poche ore dopo la polizia fermò l'auto guidata dal 21enne avvistata a Ronco. Il 20enne venne invece arrestato a casa sua. Pri
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