
Gli accordi bilaterali stanno creando spaccature sempre più profonde all'interno del Partito socialista.
Il tutto è nato con le affermazioni del presidente della sezione di Lugano del PS Raoul Ghisletta, che a seguito dei deludenti risultati dei socialisti alle recenti elezioni cantonali aveva per la prima volta espresso un parere critico sulla posizione del partito nei confronti dell'UE. "Certo che Manuele Bertoli ha sbagliato a dire che bisogna rivotare" aveva dichiarato allora il sindacalista.
Poi il dibattito interno al PS è proseguito, ma senza che si sia arrivati a un dunque. Al contrario, sembrerebbe che gli spiriti si stiano oltremodo infiammando.
Stamattina Ghisletta ha ribadito il suo cambiamento di pensiero, attaccando nuovamente il ministro socialista per il suo famoso discorso del 1° agosto. "Sicuramente non giovano al partito queste uscite, in buona fede per carità, ma lontane dalla realtà di sofferenza e di paura, in cui si trovano i lavoratori, residenti e non, e le loro famiglie" ha dichiarato Ghisletta in un'intervista rilasciata a LiberaTV. "Un vero socialista dovrebbe mettersi nei panni della gente normale, che fatica ad arrivare alla fine del mese perché è senza lavoro o è pagata poco o ancora teme di essere lasciata a casa e sostituita da un altro lavoratore. Dovrebbe farlo in ogni caso prima di parlare pubblicamente su certi temi. Altrimenti vada a fare altro, dove fa meno danni: che so, l’ambasciatore a Bruxelles o il ricercatore universitario pagato dai fondi pubblici."
Bertoli ambasciatore a Bruxelles?
Eh no, il consigliere di Stato non ci sta. In una presa di posizione pubblicata sul suo sito personale, Manuele Bertoli ribatte a Ghisletta, esordendo con un "Che delusione...".
"Che in questo Cantone sia difficile confrontarsi sui temi politici senza cadere nella denigrazione personale è noto, ma che in questo gioco caschi anche Raoul Ghisletta nei miei confronti è per me una grande delusione" scrive il ministro socialista. "Raoul, che qualche anno fa organizzò una manifestazione a Lugano anche contro la denigrazione personale in politica, ora usa toni da Mattino della domenica sul mio conto che nulla hanno a che fare con le differenze politiche, semplicemente perché abbiamo opinioni diverse sui rapporti tra Svizzera ed Europa."
"Per 15 anni ho lavorato per l’Associazione Inquilini riempiendo armadi di incarti che raccontavano storie di ordinaria difficoltà delle persone che ho cercato di aiutare" prosegue Bertoli. "Per 10 anni ho lavorato nel settore sociale, toccando con mano altre realtà non particolarmente semplici. Pure in Consiglio di Stato, dal 2011, le politiche che concernono chi vive nel precariato sono sempre per me una priorità, anche se ho una responsabilità diretta su educazione, cultura e sport."
"Per questo non posso accettare l’accusa di non conoscere la realtà di chi fatica in questo Cantone" conclude Bertoli. "Per questo le cadute di stile di questo genere mi deludono profondamente."
Siamo in attesa del prossimo capitolo.
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