
La Cassa pensioni di Lugano (CPDL) ha preso atto della posizione espressa pubblicamente dal Municipio di Lugano tramite il Sindaco Marco Borradori in merito al futuro degli edifici di proprietà dell’Istituto di previdenza, ubicati a Molino Nuovo e denominati Rione Madonnetta.
Qui di seguito il comunicato stampa della Cassa pensioni:
"La CPDL si rammarica per queste dichiarazioni politiche che potrebbero compromettere l’oggettività dell’autorità ricorsuale, presso la quale è pendente -tra i tanti legittimi ricorsi dei proprietari di immobili colpiti dal vincolo di conservazione inserito nel PR di Lugano- il suo ricorso. Questa vicenda concerne la pesante limitazione di edificazione e/o ristrutturazione di edifici vetusti, che non rispondono più alle esigenze attuali degli inquilini, soprattutto degli anziani, e che non vantano particolarità di interesse culturale.
La CPDL gestisce il patrimonio dei propri assicurati e pensionati con l’obiettivo primario di garantir loroquella redditività necessaria al mantenimento degli impegni, in primo luogo il versamento delle rendite e la conservazione e la crescita del valore dei capitali di risparmio degli assicurati, affinché anche i futuri pensionati possano contare su prestazioni dignitose e rispettose di quanto hanno accumulato nel corso della loro attività professionale.
Il vincolo di conservazione è divenuto oggetto di una lettera aperta, mai pervenuta alla diretta interessata, la CPDL, e costituisce il motivo del ricorso pendente da tre anni presso il Consiglio. La CPDL non ha mai espresso la volontà di demolire gli edifici né tanto meno formalizzato decisioni in tal senso. Ha per contro avviato una procedura di mandato parallelo di architettura per raccogliere delle proposte di riqualifica del sedime Rione Madonnetta, procedura non ancora terminata ma nota agli organi di stampa e ai politici.
Mal si comprende pertanto quali ragioni abbiano spinto un gruppo di inquilini a rivolgersi solo oggi al Municipio di Lugano, che aveva formulato già due anni orsono le proprie osservazioni, previste dalla procedura ricorsuale, ragionevolmente appoggiando la posizione della CPDL. L’estemporaneità della lettera aperta degli inquilini e la contraddittorietà della dichiarazione municipale di giovedì 5 marzo 2015 risultano evidenti anche considerando la risposta data dal Municipio stesso nel settembre 2014 all’interrogazione Martinelli /Bolzani, nella quale si rilevava che il vincolo di protezionepenalizza fortemente la Cassa pensioni.
Si affermava inoltre che un utilizzo più razionale del suolo, in ottemperanza ai principi della Costituzione Federale e della Legge sulla Pianificazione del territorio, consentirebbe di edificare oltre 110 appartamenti invece dei 79 attuali. Si dica per inciso che i progetti sul tavolo della CPDL oggi propongono addirittura la formazione da 125 a 144 appartamenti. Numerosi atti pendenti in Consiglio Comunale e in particolare l’Iniziativa per abitazioni accessibili a tutti chiedono alla Città di promuovere e facilitare l’immissione sul mercato di alloggi adeguati alla domanda perubicazione, tipologia e prezzo. E’ questa la risposta del Municipio?"
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