
Fra poco più di un mese, il 23 giugno, il Rally del Ticino farà il suo ritorno nel Mendrisiotto. L'arrivo della competizione automobilistica nel distretto ha sollevato un polverone di polemiche, ma il Cantone (su concessione del Dipartimento delle Istituzioni) ha deciso di rilasciare una deroga straordinaria per la 20esima edizione della manifestazione.
Il rally si farà, come conferma Massimo Beltrami: "Siamo contenti, tutto è pronto - ci spiega al telefono l'organizzatore della manifestazione - Torniamo nel Mendrisiotto per ricordare i primi anni del rally con una prova spettacolare, dove potremo anche ringraziare un’azienda che da sempre ci sostiene."
Al centro delle condizioni poste per questa concessione, come sempre gli aspetti inerenti la sicurezza: "Tutto è ineccepibile, come abbiamo sempre fatto in questi anni." A fare discutere però, sono soprattutto le questioni ambientali, in un territorio già afflitto da numerosi problemi di inquinamento: "Ci hanno concesso l'autorizzazione per quest’anno, anche perche si tratta solamente di 3 ore e 80 macchine, un corto periodo che penso non disturbi nessuno". Beltrami sostiene di avere fornito delle rassicurazioni ai Verdi, spiegando che le "auto sono tutte catalizzate" e che la Federazione Internazionale dell'Automobile "è sempre piu attenta a questi problemi, imponendo determinate regole nella costruzione dei nuovi veicoli".
Proprio ai Verdi, che si sono mossi con interrogazioni e prese di posizione sia a livello cantonale che comunale, l'organizzatore del Rally del Ticino non ha più molto da dire: “Non ho mai voluto rispondere alle provocazioni, mi sembrano dichiarazioni fuori luogo. Noi abbiamo fatto le cose in regola, ottenendo l'autorizzazione". Eventuali ricorsi pendenti contro lo svolgersi della competizione non avranno effetto sospensivo e quindi i bolidi a quattro ruote, il 23 giugno alle 20.30, scatteranno da Balerna per la discussa prova speciale. “Siamo anche noi coscienti delle problematiche del Mendrisiotto - chiosa Beltrami - ma non è togliendo 3 ore del rally che si risolve il problema del traffico".
"Non è per le 3 ore, ma per una questione di esempio"
Di tutt'altro avviso sulla competizione è la deputata Claudia Crivelli Barella: "La qualità dell’aria nel Mendrisiotto è quella che è, non vediamo come si possa dire che quest'evento non influisca, soprattutto quale esempio educativo. Si chiede alla popolazione di fare carsharing e andare a 80 km/h in autostrada e poi si permette l'organizzazione di una gara". Secondo l'esponente dei Verdi, alla popolazione arriverebbe così un messaggio "un po' schizofrenico".
"Ho sentito tante persone deluse e infastidite da questo genere di manifestazioni, che non hanno poi questo grande seguito - aggiunge la granconsigliera - Se proprio vogliono farle, vadano su nelle valli dell’Alto Ticino". Crivelli Barella ribadisce quindi che tutto ciò che promuove l'auto è "assolutamente da non favorire": "Fosse per me vieterei in assoluto i rally. Una posizione forse estrema, ma fra qualche anno magari tutti la penseranno diversamente."
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

