
"Non è sembrato vero il 3 di agosto, leggere che l’autorizzazione al Rally Ronde del Ticino 2018, sia stata accettata". Un gruppo di cittadini del Mendrisiotto contrari alla manifestazione proprio non ci sta al via libera alla corsa automobilistica che prenderà il via questo sabato. Come riferito da La Regione, infatti, il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali ha di fatto respinto l'istanza provvisionale inoltrata dal dottor Giorgio Noseda, da Pro Natura Ticino, dall'Associazione Cittadini per il territorio, dal Partito dei Verdi del Mendrisiotto, dal Movimento per il Socialismo e dal Partito Socialista Mendrisiotto. Al ricorso, inoltre, non è stato concesso l'effetto sospensivo.
"Non è sembrato vero per ragioni ideologiche (stiamo scherzando? La regione con l’inquinamento più alto in Svizzera, estate/inverno), dopo la sentenza dello scorso anno del Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) che deplorava il permesso accordato e bacchettava il Consiglio di Stato", si legge nelle presa di posizione.
"Malgrado tutto ciò non è sembrato vero ricapitare con gli stessi errori procedurali, anzi, pure peggiori: non rispetto dei termini per la domanda di autorizzazione (l’Ufficio della circolazione parla chiaro: 6 mesi!) ma solo 5 sono stati, e pure l’autorizzazione allo stesso, meno di 30 giorni dallo svolgimento della manifestazione. Ci chiediamo allora, perché non si esige lo stesso rispetto per le leggi a chi, oltretutto, non rispetta il diritto per i cittadini ad avere un po’ di tregua per i propri polmoni?"
Come già avvenuto lo scorso anno, in diverse località della regione sono comparsi dei nuovi striscioni (vedi GALLERY): "Ridateci l'aria" e "Ne abbiamo pieni i polmoni", si legge.
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