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"Ragazza immagine? Sono qui per dire il contrario..."
"Ragazza immagine? Sono qui per dire il contrario..."
"Ragazza immagine? Sono qui per dire il contrario..."
Redazione
9 anni fa
Angelica Lepori spiega i retroscena della rinuncia di Pronzini e Sergi al Legislativo: "Decisione collettiva"

Spazio alle donne. Con questa motivazione i candidati MPS eletti in Consiglio comunale della Nuova Bellinzona Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi si sono fatti da parte, rinunciando alle loro cariche. Al loro posto siederanno nel Legislativo Angelica Lepori e Monica Soldini, prime subentranti della lista.

La decisione, ci spiega la neo designata consigliera comunale Angela Lepori, è stata collettiva.

“È stata una decisione presa dal coordinamento cantonale del movimento e non dettata da scelte individuali. Naturalmente a livello legale ognuno deve rinunciare personalmente, ma la decisione è stata presa insieme per dare spazio alle donne. Lo abbiamo già sottolineato durante la campagna elettorale, presentando una lista fortemente femminile. All'indomani dei risultati elettorali, è stato deciso di dare spazio a persone che non ricoprono cariche istituzionali (ndr. Pronzini siede in Gran Consiglio, Sergi è coordinatore del movimento) e permettere loro di fare esperienze politiche”. 

Non temete che questa decisione possa deludere i cittadini? In fondo, hanno votato a favore di persone che ora non siederanno nel Legislativo…

"Non credo. Chi vota per noi, vota per le nostre idee. In un'elezione è normale che ci sono persone che ricevono più visibilità e consensi rispetto ad altri. Ma c'è una forte unità nel nostro movimento. Non si tratta di essere "interscambiabili", ma di portare avanti un lavoro svolto insieme e dei valori comuni. Le poche reazioni che abbiamo avuto sinora sono state positive. Credo che è stato capito il senso di questa scelta". 

10 donne elette su 60 consiglieri comunali. Una formazione che l'MPS ha definito "scandalosa"...

"Due donne in più non cambieranno di certo i giochi e la lotta per i diritti delle donne non si farà solo all'interno del Consiglio comunale di Bellinzona, ma anche in altri campi. Il nostro vuole comunque essere un segnale simbolico importante". 

Cosa risponde a Lelia Guscio, che ha definito le donne della lista MPS "ragazze immagini"?

"La signora Guscio ha certamente sollevato un tema importante, il problema della conciliazione tra lavoro e famiglia rende difficile la rappresentanza femminile in politica. Ma siamo qui per fare proprio il contrario. Sono lusingata che mi abbia definita "ragazza", a dir la verità non ho più l’età per essere definita tale. Di sicuro però non corrispondo alla “ragazza immagine”. Credo che il che nostro movimento sconfessi proprio questa visione". 

Suo marito (ndr. Giuseppe Sergi) le ha praticamente "ceduto" il posto in Consiglio comunale. Lo si potrebbe interpretare quasi come un gesto romantico…

"Abbiamo pure votato in famiglia con i nostri figli e siamo arrivati a pari voti (ride). Scherzi a parte, ma si è trattato di un puro caso. È singolare che abbiamo corso per le stesse elezioni, ma abbiamo la fortuna di avere una visione del mondo che ci accomuna, sia a livello personale che politico. Da parte sua c'è comunque completo appoggio". 

Il suo nome figura tra i primi firmatari dell'appello "Per un Ticino democratico e civile", una manifestazione indetta per sabato 8 aprile. Quali sono le vostre rivendicazioni? 

"Negli ultimi mesi ci sono stati molti segnali xenofobi contro gli immigrati, gli stranieri, e anche sentimenti razzisti e sessisti da parte di certe forze politiche. Con la manifestazione vogliamo affermare che c'è un altro Ticino, un Cantone anti-razzista che non si riconosce in questo modo di pensare. Lo testimoniano le numerose firme che abbiamo raccolto nell'ambito di questo appello. Il nostro auspicio è che non rimangano solo sulla carta, ma che molte persone si presentino alla manifestazione".

Sul tema della parità salariale, il deputato Paolo Pamini ha affermato che le donne guadagnano meno perché mamme. Cosa ne pensa? 

"È vero che la maternità è un ostacolo nel mondo del lavoro, ma questo non significa che sia giusto, anzi è discriminante. Diventa pure un ostacolo già nei colloqui, quando il datore di lavoro si permette di chiedere a una donna se ha intenzione di avere figli. Gli uomini invece vengono ritenuti affidabili quando hanno figli. Si tratta di una doppia discriminazione".   

Quali sono i temi che le stanno più a cuore e che porterà avanti in questa legislatura? 

"Sicuramente la parità salariale, la conciliazione tra lavoro e famiglia e il miglioramento dei servizi, mense e dopo-scuola".  

Vede di buon auspisto l'inizio di legislatura con un sindaco di sinistra? 

"Vedremo. Per ora la giunta di sinistra non ha fatto molto. Il Dicastero della socialità per esempio non mi sembra si sia impegnato e dimostrato molto aperto. Spero che si concretizzino diversi progetti, ma c'è ancora molto da fare e di sicuro non basterà la nostra presenza. Avremo bisogno di altre compagne".  

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