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Prevenzione
Radix, «Sono i giovani a prendersi cura degli altri giovani»
Redazione
2 ore fa
Dal Mendrisiotto al Luganese, progetti partecipativi, laboratori e una nuova etichetta per gli eventi puntano a costruire una cultura della prevenzione che coinvolge direttamente le nuove generazioni.

«Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce». È con questa immagine che il direttore di Radix Svizzera italiana, Marco Coppola, descrive il lavoro quotidiano e spesso invisibile della prevenzione delle dipendenze. «Ci concentriamo giustamente sui problemi quando emergono e ci mobilitiamo per risolverli, ma nel frattempo esiste un lavoro più lento, progressivo e costante che viene svolto ogni giorno. È la nostra foresta che cresce», spiega.

Forme sempre nuove di dipendenze

Una foresta composta soprattutto da giovani che scelgono di impegnarsi in prima persona per il benessere dei loro coetanei. Un'attività silenziosa che raramente conquista le prime pagine, ma che rappresenta uno degli elementi più preziosi dell'azione di Radix, in un contesto in cui le dipendenze assumono forme sempre nuove. Non solo sostanze, dunque, ma anche social network e tecnologia, temi sempre più centrali nel dibattito pubblico e richiamati anche dalle Nazioni Unite in occasione del World Drug Day. «Radix è una realtà relativamente piccola e quindi anche dinamica», osserva il presidente per la Svizzera italiana Alex Farinelli. «Le dipendenze da social e tecnologia sono questioni di cui si parla molto anche in Ticino. Il nostro obiettivo è intervenire su tutte quelle situazioni che possono generare disagio, soprattutto tra i giovani, e che rischiano poi di trasformarsi in problemi sociali più ampi». Fin dalla sua nascita, oltre quarant'anni fa, l'associazione ha scelto di mettere i giovani al centro della prevenzione. Un approccio che parte dall'ascolto dei loro bisogni e che affida proprio ai pari il compito di porre le domande più importanti. «Sono i giovani stessi a essere formati come ricercatori dai nostri operatori», racconta Coppola. «Quando una domanda viene posta da un coetaneo, le risposte che si ottengono sono diverse da quelle che riceverebbe un adulto. E già questo processo genera un cambiamento: i ragazzi vedono altri giovani interessarsi concretamente ai temi che li riguardano».

I progetti

Al termine delle indagini, i rapporti vengono consegnati ai Municipi, che possono così trasformare le esigenze emerse in interventi concreti. Attualmente i progetti coinvolgono diversi Comuni del Mendrisiotto e del Luganese. Accanto al lavoro sul territorio, Radix porta avanti anche attività di sensibilizzazione online che raggiungono quasi 300 mila persone e iniziative nelle scuole, dove altri giovani formati dall'associazione incontrano i loro coetanei per affrontare temi legati alle dipendenze e al benessere psicologico. Tra i progetti più innovativi figurano anche laboratori interattivi pensati per sviluppare il senso critico dei ragazzi, oltre a iniziative nel tempo libero. In questo contesto nasce anche il nuovo marchio «It's Ready», pensato per certificare la qualità degli eventi rivolti ai giovani. «L'obiettivo del label è riconoscere quelle manifestazioni che pongono particolare attenzione alla protezione dei più giovani, dei minorenni e dei giovani adulti», spiega Coppola. «Si tratta di un approccio che unisce prevenzione, sicurezza e qualità organizzativa». Piccoli interventi quotidiani che, seguendo la metafora di Radix, contribuiscono a far crescere una foresta fatta di responsabilità, ascolto e partecipazione. Una foresta che cresce lentamente, lontano dai riflettori, ma che rappresenta uno degli strumenti più efficaci per costruire comunità più consapevoli e resilienti.