
Sono ore frenetiche, decisive e delicate in casa PLR. Lo scontento dell’ala radicale per la lista per il Consiglio di Stato si allarga a macchia d’olio. E c’è da fare una scelta. Una sola, ma pesante. I radicali devono decidere se portare o meno una loro candidatura da sottoporre al comitato cantonale che si terrà giovedì sera. E dunque mettere in discussione la decisione della commissione cerca. “Per ora la situazione è in stand by. Decideremo nelle prossime 48 ore”, dice Franco Celio. Intanto si intrecciano le telefonate e le e-mail. La delicatezza del momento la si capisce da quanto gli esponenti radicali pesino le parole. E dal fatto che venga chiesto al cronista di non renderle pubbliche. Di considerarle chiacchierate informali per capire l’aria che tira. Intanto nel partito è deflagrata la bomba Lazzarotto. Non si parla d’altro. Il duro j’accuse dell’ex vicepresidente contro i vertici del partito e la Commissione cerca, nell’intervista che vi abbiamo proposto ieri, ha gettato altra benzina sul fuoco. Walter Gianora dice che replicherà a Franco Lazzarotto domani sera, durante la puntata di Matrioska in onda dalle 20.45. Ma, curiosamente, scherzi della politica, Lazzarotto incassa il sostegno da destra. Da Tullio Righinetti. “Lazzarotto – dice il deputato - ha aperto il libro e ha detto più male del partito di quanto ha potuto dire in più di un anno Idealiberale. Ma io concordo con lui, il vertice è debole e inefficiente”. Righinetti avvalora anche la tesi di Lazzarotto secondo cui il ministro Gabriele Gendotti abbia scoraggiato altri candidati, dicendo che bisognava puntare sul tandem Vitta-Sadis. “Si ripropone – dice Righinetti - la vecchia tradizione che nel PLR le cose si fanno dietro le tende. Un ministro uscente decida chi va sostenuto e chi va combattuto”. Contattato, per esprimersi sulle parole di Lazzarotto, Gendotti preferisce non commentare. Ma Righinetti si spinge oltre e dice di comprendere il malcontento dei radicali: “È vero che manca un lo rappresentante tosto, su questo hanno ragione. Anche se c’è pur sempre Laura Sadis che può fare alla bisogna. Io – conlude - come coofondatore di Idealiberale non posso che essere contento per la candidatura di Sergio Morisoli”. AELLE
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